Charlotte

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6.0 Awesome
  • voto 6

Ricordando Charlotte Salamon

Se da un lato ci sono i film d’animazione che perseguono lo stile delle fiabe, delle favole o dei racconti morali, dall’altro ci sono pellicole animate che hanno obiettivi espositivi molto differenti, che attingono le loro storie dalla – cruda – realtà. In questo secondo ambito, particolarmente negli ultimi quindici anni, sono stati prodotti almeno due cartoons che hanno lasciato un indelebile segno: Persepolis (2007) di Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud, e Valzer con Bashir (Vals Im Bashir, 2008) di Ari Folman. Ambedue mettevano in scena con la tecnica dell’animazione esperienze desunte da vicende personali, mentre Charlotte (2021) di Eric Warin e Tahir Rana, affiancabile negli intenti alle due opere menzionate, racconta la breve vita della pittrice Charlotte Salomon (1917-1943). La scelta di ripercorrere la vita della Salomon attraverso un film d’animazione non è dettata soltanto per rendere una simile vicenda appetibile a un pubblico di bambini e per abbattere i costi di una produzione con attori e ricostruzioni d’epoca, ma è anche una maniera per avvicinarsi all’arte della pittrice tedesca, considerata una delle prime creatrici delle Graphic Novel.

In un certo qual modo, la vita di Charlotte Salomon ha delle similitudini con quella di Anna Frank (1929-1945): ambedue ebree, hanno dovuto vivere la loro effimera esistenza sotto il nazismo, vedendo orrori e subendo la stessa violenta morte in un campo di sterminio. Se di Anna Frank è rimasto il noto diario (incompleto), della Salomon sono rimasti oltre 1000 disegni realizzati con la tecnica del guazzo. L’autrice ha denominato quest’opera – testamentaria – “Vita, o teatro?”, ed è un corposo opus pittorico in cui la pittrice ripercorre, tra verità (vita) e fantasie (il teatro), la sua vita e quella della sua famiglia, sempre funestata da qualche tragedia. In passato alla Salomon fu già dedicato un biopic con attori, Charlotte S. (1981) di Frans Weisz, ma è stato un lungometraggio passato inosservato. Pertanto Charlotte, presentato alla Festa del Cinema di Roma 2021, oltre a essere un doveroso omaggio alla pittrice, cerca di riscuotere attenzione da parte del pubblico odierno, per fargli conoscere, con passione, la vita e l’opera della Solomon. In un certo qual modo potrebbe farcela, poiché il cartoon può fregiarsi, in fase di doppiaggio, di nomi importanti. La voce della pittrice è di Keira Knightley (versione americana) e di Marion Cotillard (versione francese), e tutte e due si vestono anche i panni di produttrici, assieme a Xavier Dolan. Charlotte usa una tecnica d’animazione più classica, connessa anche al periodo in cui si svolge la vicenda, e le variazioni politiche e caratteriali della protagonista si scorgono principalmente con i toni dei colori (la Germania nazista ha sfumature sempre più cupe, la riparazione nel sud della Francia colori sgargianti). Raccontato utilizzando un lungo flashback, la pellicola ripercorre alcune tappe della vita della protagonista, prediligendo principalmente i fatti privati, che poi saranno da lei trasfigurati nei suoi disegni. Soltanto alla fine, dopo una manciata di secondi di schermo nero, vengono mostrati alcuni spezzoni in bianco e nero di un vecchio documentario, in cui il padre e la matrigna di Charlotte rispondono alle domande di un giornalista. Certamente Charlotte non ha quella potenza visiva dei film d’animazione sopracitati, poiché a volte è troppo didascalico e non nasconde il target a cui fa principalmente riferimento, ma comunque resta un sentito ricordo a una grande artista, di cui ci rimangono mirabili opere.

Roberto Baldassarre

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