Cart

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7.0 Awesome
  • voto 7

Il coraggio delle Invisibili

Arriva alla diciassettesima edizione del Far East Film Festival Cart, un film di denuncia della regista sudcoreana Boo Ji-Young, nota per il precedente successo Sisters on the Road.
Alcune lavoratrici sfruttate e precarie in un grande supermercato della Corea del Sud si organizzano per opporsi pubblicamente a dei cambiamenti di contratto che stan subendo e che le avrebbero portate al licenziamento. Formano così un sindacato, tentando di negoziare la loro situazione. Non ascoltate decidono di usare misure più drastiche e scioperare.
Il film si apre con delle scene di quotidianità: il ripetitivo e meccanico passaggio del codice a barre, accompagnato dalla piatta formalità che ostenta un eccessivo e quasi ridicolo rispetto (“Le vogliamo bene, cara cliente”). E’ un’assurda dissimulazione dell’onore a regolare i rapporti sociali, che sono in realtà carichi di disparità e messi assolutamente in secondo piano rispetto all’unico vero dogma dell’azienda: il profitto.
E’ messa in scena la critica situazione coreana (il film è ispirato a fatti realmente accaduti a Seoul nell’estate del 2007), ma in generale l’intera, tragica lotta dei lavoratori (e in particolare delle lavoratrici donne) contro le multinazionali e i loro disumani processi volti unicamente a massimizzare i guadagni. Le lavoratrici sono solo risorse, sono considerate solo come forza lavoro e non come individui: è molto semplice allora per la Cart rescindere unilateralmente tutti i contratti. Non importa la sicurezza finanziaria dei lavoratori, la loro vita e dignità. E’ sufficiente un sms inviato a tutte.
Ma ad essere colpito è un gruppo di commesse e donne delle pulizie straordinariamente deciso e coraggioso, che si opporrà con forza al sopruso, nonostante la difficoltà nel farsi ascoltare. Sun-Hee, interpretata da Yum Jung-Ha è la protagonista, madre di due figli, è particolarmente timida, e all’inizio insicura di unirsi al sindacato, ma col passare del film evolve diventando la leader carismatica. Le donne, bene interpretate da un gruppo di attrici di tutte le età, si uniscono come in una famiglia: diventano come sorelle e si legano enormemente nella lotta.
Lo sciopero, l’occupazione e la protesta pacifica, accompagnati da balli e canti sono sempre contrapposte alla corruzione, alla violenza, all’uso delle forze armate da parte della piccola multinazionale. Gli slogan pacifici “viviamo assieme” stampati sulle magliette delle scioperanti si oppongono ai terrificanti “benvenuto amato cliente” e “i clienti portano alle vendite”: anche i clienti sono solo una risorsa, un guadagno possibile.
Parallelamente alle vicende di Sun-Hee vi sono quelle del figlio che, costretto a lavorare per pagarsi la gita scolastica, vivrà sulla sua pelle ingiustizie simili a quelle della madre fino a comprendere profondamente le ragioni della sua lotta e a riguadagnare la stima che aveva perduto nei suoi confronti.
Non è certo il primo film politicamente impegnato (restando al Far East, lo stupendo The Attorney che l’anno scorso ha vinto il gelso nero), che mostra la forza dell’unione e la spietatezza della nostra società, ma è sempre importante ribadire che gli uomini non sono merce. Tutti sono esseri umani allo stesso modo e nessuno deve rimanere invisibile.
Cart è un film semplice ma che da speranza: nell’unione, nel sentirsi veramente sorelle, lavoratrici hanno perseguito il giusto e hanno fatto valere le loro ragioni con grande clamore. Il finale infatti, il grido liberatorio e lo sfondamento di un cordone di polizia con i carrelli (peccato per l’inutile rallenty e fermo immagine), simboleggia la potenza dirompente dell’unione.

Mattia Pellegrini Miani & Tommaso Romanelli

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