Bad Boys for Life

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7.0 Awesome
  • voto 7

Un’ultima volta?

L’idea di voler concludere la trilogia dedicata ai poliziotti di colore più divertenti e iconici del cinema americano, iniziava a farsi strada già da oltre dieci anni. Dopo annunci, smentite, rinvii ed esclusive alla fine Sony ha deciso di assumere la direzione del progetto. Il ritorno di Will Smith e Martin Lawrence, nei panni degli agenti Mike Lowrey e Marcus Burnett, è stato accolto positivamente dai fan della coppia che hanno atteso a lungo il ritorno dei Bad Boys. L’unico cambiamento sostanziale, che tra l’altro si nota e si percepisce molto nel corso della visione, è quello avvicendatosi alla regia dove Michael Bay, già regista dei primi due film della saga, ha lasciato l’onere ai due registi belga di origine araba Adil El Arbi e Bilall Fallah, con Jerry Bruckheimer e Will Smith alla produzione di questo terzo capitolo.
Gli anni sono trascorsi, specialmente per i due protagonisti che ritroviamo fisicamente cambiati (Bad Boys 2 è datato 2003). Eppure, le gang dei due agenti della polizia di Miami non smettono di far divertire il pubblico senza mai sfociare in una volgarità provinciale. Come anticipato, il cambio alla regia si avverte moltissimo nel corso della proiezione. Le scene caotiche e i montaggi al nanosecondo tanto consoni al regista californiano (senza togliere ovviamente gli effetti pirotecnici), lasciano spazio ad un maggior uso del primo piano per dare evidenza ai sentimenti, ai pensieri e alle emozioni dei due protagonisti e ad un utilizzo maggiore dei nuovi mezzi tecnologici a disposizione. Coloro che hanno maggiormente apprezzato i due prequel firmati da Bay non resteranno comunque delusi dalle capacita di questi due giovani capaci di portare avanti un lavoro certosino. E a proposito di Micheal Bay, la sua presenza in un cameo degno di nota non è passata inosservata.
A differenza del passato, Marcus e Mike non solo saranno nuovamente chiamati a svolgere il loro dovere da poliziotti, ma dovranno anche affrontare i fantasmi del loro passato. La sceneggiatura infatti, redatta da Joe Carnahan, Chris Bremner e Peter Craig, svelerà un background difficile che tornerà attuale in modo violento e lascerà il pubblico di stucco in alcune situazioni scottanti. Non solo Smith e Lawrence, in Bad Boys for Life avremo il ritorno di alcuni dei vecchi personaggi più l’inserimento di nuove reclute nella squadra. Joe Pantoliano e Theres Randle tornano nei ruoli del Capitano Howard e della moglie di Marcus, Theresa Burnett. Dei nuovi invece, ci sono Kate del Castillo, Vanessa Hudgens e Jacob Scipio, quest’ultimo interprete di un ruolo destinato a far discutere molto il pubblico.
Tra i classici inseguimenti su macchine ad altissima cilindrata, sparatorie, situazioni spinose sotto copertura e un viaggio in Messico, Bad Boys for Life risulta essere un ottimo sequel. L’entusiasmo di rivedere in marcia due personaggi che tanto hanno fatto divertire ed emozionare in passato, si congiunge con una storia interessante che lo differenzia dai capitoli precedenti. Se prima i Bad Boys erano i classici agenti di polizia, bramosi di svolgere il loro lavoro oltrepassando talvolta i limiti dei regolamenti, in questa occasione si trovano ad affrontare una storia che li coinvolge più direttamente. Queste repentino cambiamento di motivazioni, consente agli spettatori di sposare la causa dei due protagonisti e di seguire con attenzione il film in vista anche di un futuro quarto capitolo. Il finale del film contiene una backdoor voluta dai produttori. In caso gli incassi fossero alti e i fan spingessero per avere altri racconti dei Bad Boys, si procederà a velocità spedita alla produzione di un quarto capitolo. Anche perché, se andiamo a rivedere le date di uscita degli altri due film della trilogia, ci rendiamo conto che per realizzare tre film ci sono voluti ben venticinque anni (1995-2003-2020).

Stefano Berardo

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