Avengers: Age of Ultron

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9.0 Awesome
  • voto 9

La decadenza dell’utopia

Ritornano al cinema gli Avengers nella nuova imperdibile avventura Age of Ultron. Iron Man, Captain America, Thor, l’incredibile Hulk, Vedova Nera e Occhio di Falco dovranno unire le loro forze contro Ultron, un programma di pace ideato da Tony Stark, che ambisce all’estinzione dell’umanità quale unica soluzione per “migliorarla”. Si tratta di 150 minuti di azione, ironia e naturalmente eloquenti effetti speciali. Il film è un mega giocattolone, che non può lasciar scontenti gli amanti dei cinecomics perché gode di una sceneggiatura studiata, divertente, che sdrammatizza ogni situazione e la riporta nel suo luogo d’ispirazione: il comics. Gli attori ormai sono a loro agio nelle divise di supereroi, che indossano con estrema naturalezza e credibilità. Menzione speciale, come sempre, a  Robert Downey Jr. per il carisma e la sfacciata ironia con cui dà vita al suo personaggio. Anche Chris Hemsworth si evolve, per diventare un Thor più credibile e meno serioso. Ma la vera sorpresa è Paul Bettany, nei panni di Visione, il programma ‘incarnato’, che si oppone ai bug di Ultron. Visione non è buono o cattivo, ma giusto. La giustizia di questo personaggio gli permette di scrutare la bellezza dell’umanità, che risiede nella sua naturale imperfezione. L’originalità della storia risiede nella mancanza di un “cattivo” senza scrupoli, ma nell’esistenza di un’utopia incongrua con il nostro mondo: Ultron distrugge perché l’etica che lo governa gli impedisce la compatibilità con l’essere umano. Non esistono uomini puri di spirito, ne corrotti senza coscienza. Gli uomini vivono di passioni e desideri, in loro coesiste la compassione e l’egoismo, la violenza e la gentilezza. Ogni utopia, priva di questi presupposti, viene immancabilmente a cadere. «Sorge nell’alta campagna un colle, sopra il quale sta la maggior parte della città; ma arrivano i suoi giri molto spazio fuor delle radici del monte […] dentro vi sono tutte l’arti, e l’inventori loro, e li diversi modi, come s’usano in diverse regioni del mondo». Raccontava Tommaso Campanella ne La città del Sole. Nella città descritta dal filosofo i cittadini non conoscono gli egoismi, gli orrori della guerra e della fame e le violenze che ci sono nel resto del mondo. La città è organizzata in modo totalmente razionale. Essa viene controllata da un gruppo di persone chiamati “offiziali” che vigilano continuamente in modo che nessuno possa compiere azioni non giuste nei confronti di altri cittadini e si legge: «… ti dico che c’hanno tanto amore alla patria loro, che è una cosa stupenda, più che si dice delli Romani, quanto son più spropriati. E credo che li preti e monaci nostri, se non avessero li parenti e li amici, o l’ambizione di crescere più a dignità, seriano più spropriati e santi e caritativi con tutti». Tony Stark è come Campanella: ipotizza una realtà perfetta, un mondo equilibrato, un’Iperuranio sacro, senza fare i conti con la vera natura dell’uomo. Come tutte le utopie, calza stretta agli esseri umani e li costringe perciò alla dittatura, alla perfezione forzata, all’assenza di libertà. Ultron va direttamente al punto: se l’uomo non può progredire verso la perfezione, merita l’estinzione. E se Ultron è la dittatura, Visione è la compassione: essere superiore, intenerito dai limiti umani, che difende sin dalla sua nascita. Visione ricorda l’Intelligenza Divina, che l’uomo, sin dalla sua comparsa sulla terra, ha immaginato benevola e protettiva, capace di saper perdonare e amare i difetti e gli egoismi degli esseri umani.

Federica Bello

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