A Decent Man

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6.5 Awesome
  • voto 6.5

Tra due fuochi

Che la cinematografia rumena stia vivendo da oltre un decennio un momento d’oro grazie al lavoro dietro la macchina da presa di un gruppo di straordinari cineasti è ormai noto alle cronache. Non occorre, dunque, perdere del tempo a tesserne le lodi e a rammentare quali siano gli artefici e i meriti espressi sul campo. Tuttavia vale sempre la pena spendere qualche riga quando ci si trova al cospetto dell’ennesimo esordio firmato da un giovane di belle speranze come Hadrian Marcu, che proprio nel vivaio del cinema rumeno è cresciuto e ha mosso i primi passi. Ed è in quella terra che si sono sviluppate le radici narrativi e drammaturgiche del suo esordio sulla lunga distanza dal titolo A Decent Man, presentato in concorso alla 37esima edizione del Bergamo Film Meeting dopo il più che positivo battesimo avuto lo scorso settembre al Festival di San Sebastián.
La pellicola racconta la storia di Petru, un ingegnere quarantenne esperto in trivellazioni petrolifere prossimo alle nozze con Laura, la fidanzata da cui aspetta un figlio. La sua vita relativamente tranquilla viene sconvolta quando Sonia, una collega con cui ha (o, forse, ha avuto) una relazione, rimane vittima di un grave incidente stradale. Se da un lato si sente in debito verso di lei, ricoverata nello stesso ospedale in cui lavora Laura, dall’altro lato è consapevole delle sue responsabilità nei confronti del bambino che sta per nascere. Il suo comportamento è all’apparenza onesto, ma del tutto inadeguato a sostenere la situazione. Un giorno Laura scopre la relazione segreta tra Petru e Sonia.
Va detto che il plot in questione non è tutta farina del sacco di Marcu poiché trae linfa e libera ispirazione dal romanzo omonimo dello scrittore connazionale Petru Cimpoesu. In più c’è da dire che l’originalità non rappresenta il punto di forza della matrice letteraria e di riflesso dell’opera audiovisiva approdata sul grande schermo. Il motivo sta nel dejà vu che una storia come quella al centro del libro e del film provoca in coloro che hanno avuto la possibilità d’imbattersi nelle pagine dell’uno o nelle inquadrature dell’altro. Tuttavia, anche se la sensazione iniziale avvertita dal fruitore è di trovarsi al cospetto di un dramma privato costruito sull’architettura e i temi chiave del classico triangolo sentimentale (lui, lei e l’altra), A Decent Man riesce comunque ad allargare lo spettro drammaturgico e gli orizzonti della propria indagine a ciò che aleggia sullo sfondo e oltre le mura domestiche. Come in gran parte delle pellicole made in Romania, infatti, la Società non viene mai rilegata a cornice della vicenda, così come il protagonista di turno non è una mina vagante chiamata ad animarla, bensì sono uno il corrispettivo dell’altro, tanto come emanazione quanto come espressione. Viene da sé che nella storia su e intorno alla quale prende forma e sostanza A Decent Man il disegno e le progressioni psico-fisiche dei personaggi, a cominciare da quello del protagonista, sia profondamente influenzato dalle atmosfere, dai modus operandi e dalle forme mentis che si aleggiano nei contesti (la fabbrica, l’ospedale, etc…). Il quadro che ne emerge non può che essere una tela fitta ma invisibile di segreti, omissioni, bugie, insoddisfazioni, malessere, senso di colpa e mezze verità, con il quale Petru e chi gravita nella sua orbita è costretto a fare i conti. Molto probabilmente è per questa ragione che la sensazione è di misurarsi con un film che possiede, sotto la superficie immediatamente riconoscibile, ulteriori stratificazioni narrative e tematiche da andare a ricercare nei meandri del disegno psicologico prima ancora che nello sviluppo delle singole one-lines.
Detto questo e al netto di una serie di fragilità strutturali, di incertezze immancabili nelle opere prime e di una regia puntuale ma ancora alla ricerca di uno stile personale e definito, il film del cineasta rumeno non passa inosservato agli occhi dello spettatore per le performance di un trio ben assortito di interpreti, con Bogdan Dumitrache (visto ne Il caso Kerenes e Sieranevada) nei panni di Petru che trova in nelle bravissime Ada Gales (Laura) e Madalina Constantin (Sofia) molto di più di due semplici spalle.

Francesco Del Grosso

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