Un po’ teen movie, un po’ musical
Dal “diario di bordo” dell’Asian Film Festival 2026, terza giornata di proiezioni: nel corso di un “Indonesian Day” connotato da una proposta autoriale forte, facente perno su ben due titoli dell’acclamato regista Garin Nugroho, abbiamo colto “a latere” un elemento ricorrente di grande impatto emotivo, ossia il musical.
II musical è infatti l’asse portante dello splendido Siapa Dia, diretto dal già citato Garin Nugroho, ma è anche uno dei linguaggi che s’intrecciano brillantemente all’interno di un prodotto d’intrattenimento tanto gradevole quanto studiato bene nelle sue componenti, quel Rangga & Cinta di cui vi andremo ora a parlare.
Girato e montato a un ritmo travolgente da Mohammad Rivai Riza alias Riri Riza, cineasta di successo in Indonesia cui si deve ad esempio un altro apprezzato coming of age, quel The Rainbow Troops passato al Far East Film Festival nel 2009, Rangga & Cinta “contiene” già nel titolo i nomi dei due giovani protagonisti, posti al centro del plot assieme alle loro scoppiettanti, talora turbolente esperienze famigliari e scolastiche.
La scuola è per l’appunto il perno del racconto. A dir poco emblematica, la deliziosa sequenza iniziale propone un momento topico come l’ingresso degli alunni nell’edificio scolastico quale crocevia dei due linguaggi principali adottati, nonché abilmente sovrapposti nel film: il musical, appunto, ed il classico teen movie concepito sulla falsariga di quelli stelle e strisce, ma dirottato poi verso sentieri altri.
Per dirla tutta, il rapsodico passaggio da una narrazione realistica alle parti cantate e ballate del musical è una carta che il regista si gioca (peraltro molto bene) solo nei momenti di maggior presa emotiva del film, ad esempio quando la vera e propria passione per la poesia che accomuna la più popolare Cinta e il più introverso Rangga genera un fecondo incontro creativo, dando vita a scene in cui il ragazzo rivela anche un insospettabile talento al piano.
Quanto al resto la loro è la classica storia sentimentale contrastata tra teenager, già vista e rivista, ma il bello è proprio che Rangga & Cinta mette in scena tutti o quasi gli stilemi del teen movie americano, dalle “amiche del cuore” che così unite alla fine non sono ai bulli che pestano quello “strano” del gruppo al primo pretesto, rimescolandoli però liberamente e inserendo note divergenti, per così dire “autoctone”. Anche solo questa circostanza può risultare, a nostro avviso, davvero singolare: mentre gli adolescenti delle pellicole americane tendenzialmente – ed eufemisticamente parlando – non fanno sfoggio di cultura e un libro fuori dalle aule scolastiche lo vedono solo col binocolo, il percorso di avvicinamento alla “odi et amo” dei due protagonisti nasce qui proprio dalla loro rivalità a un concorso di poesia, laddove gli insegnanti che assegnano il premio ci tengono subito tra l’altro a ribadire l’importanza della lingua indonesiana. D’altronde le stesse amichette di Cinta, quando non sono prese da appuntamenti rituali del teen movie d’ogni dove come la partita di basket a scuola, non sembrano disdegnare affatto sfide intellettualmente più elevate come le proiezioni dei film stranieri al Jakarta Film Festival…
Senza voler spacciare – come si usa dire oggigiorno – per “sapiosessuali” i protagonisti di Rangga & Cinta, per carità, vi è comunque nel lungometraggio diretto con evidente mestiere da Riri Riza un interessante, stimolante connubio di valido intrattenimento e temi più pregnanti, maturi, che nel caso delle violenze domestiche subite da un’amica di Cinta e infine denunciate vengono portati sullo schermo miscelando opportunamente tatto, coraggio, acutezza antropologica e neanche troppo timidi (vedi anche il riferimento agli intellettuali comunisti, come il padre di Rangga, un tempo isolati e perseguitati) accenni di critica politica e sociale.
Stefano Coccia









