Home In sala Archivio in sala Nessuno mi troverà

Nessuno mi troverà

244
0
VOTO: 7

Un uomo, un mistero 

26 marzo 1938: Ettore Majorana – uno dei maggiori fisici teorici del nostro secolo – dopo aver preso una nave che, da Palermo, avrebbe dovuto portarlo a Napoli, scompare misteriosamente nel nulla. Da quel giorno le indagini circa la sua sparizione non sono mai cessate. Si è trattato, forse, di un allontanamento volontario? Di un suicidio? Di un omicidio organizzato, in seguito ad alcune scoperte riguardanti i rischi del nucleare? Della decisione di migrare in Germania per collaborare con il partito nazionalsocialista?
Bene, Nessuno mi troverà, l’ultimo documentario di Egidio Eronico (The Syrian War Notebook, My Father) non pretende di dare a tutti i costi una spiegazione sensata su quanto sia accaduto, né tantomeno ha intenzione di formulare un’ulteriore tesi a riguardo. Quello che ci racconta, invece, è il genio, l’uomo, una personalità tanto misteriosa quanto affascinante. E realizza tutto ciò mediante interviste, testimonianze e lettere. Ma non finisce qui. La particolarità di questo ultimo lavoro di Eronico, infatti, consiste in un mix tra diverse tecniche che prevede l’animazione (per quanto riguarda le scene di finzione), i filmati di repertorio, ma anche inserti fotografici e testimonianze. Ma la grande peculiarità di Nessuno mi troverà sta, invero, proprio nelle scene di animazione: i disegni – in un essenziale bianco e nero – sono quasi degli schizzi, privi di qualsiasi contorno che stia a delimitarne le figure. Eppure, ciò che viene rappresentato appare ben chiaro agli occhi dello spettatore e regala al tutto una certa aura di mistero, perfettamente in linea con il tema trattato.
Cos’è che, invece, disturba maggiormente durante la visione e fa perdere parecchi punti a tutto il lavoro? Senza dubbio, la voce narrante. Necessaria, sì, ma qui usata in modo spropositato, al punto di arrivare addirittura a doppiare le immagini e a rendere quanto vediamo sullo schermo eccessivamente didascalico, facendolo assomigliare più che altro ad un prodotto destinato alla televisione, piuttosto che al cinema. Stesso discorso vale per il montaggio: particolarmente serrato – proprio per l’esigenza di tenere il passo con la voice over – non permette allo spettatore di focalizzare a sufficienza le immagini che vengono mostrate. Peccato, perché questo lavoro di Eronico è, in realtà, un documentario di grande interesse, sia per il tema trattato che per la sua particolare realizzazione, la quale, a sua volta – pur non partendo da un’idea del tutto nuova – dà al prodotto un’identità, un carattere ben definito e gli permette di distinguersi nel mucchio dei numerosi documentari realizzati fino ad oggi.
E, inoltre, non dimentichiamo che il mistero irrisolto, il giallo ha da sempre affascinato lo spettatore. Soprattutto se si tratta di una storia vera. Soprattutto se il protagonista è una grande personalità appartenente al nostro paese. Soprattutto se, proprio a causa dei suoi studi e delle sue scoperte – come è stato spesso ipotizzato – questa grande personalità non ha più avuto il diritto di essere Ettore Majorana.

Marina Pavido

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

dodici + 15 =