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War – La guerra desiderata

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VOTO: 7

Tra distopia e tragica realtà

Se il film di Gianni Zanasi, scritto nel 2019, fosse uscito tre anni fa, lo avremmo definito distopico, surreale, con tratti di genialità e altrettante ingenuità di sceneggiatura; vedendolo oggi, dopo due anni di stato di emergenza pandemica, lockdown, coprifuoco, strade deserte, militari per le strade, il lasciapassare verde, i delatori, la ghettizzazione dei no vax, e i successivi otto mesi di guerra tra Ucraina e Russia ed il pericolo incombente di un attacco nucleare, potremmo dire che la realtà ha superato la fantasia. War- La guerra desiderata, è un film di finzione, eppure tragicamente vero oggi; e se a tratti ci fa sorridere, lascia in sottofondo un retrogusto amaro, fatto di ricordi appena passati e di paura per il futuro che si prospetta.

Zanasi non ci descrive gli orrori di una guerra vera, ma i sentimenti scatenati dalla minaccia incombente; durante una rissa tra italiani e spagnoli rimane uccisa una giovane ragazza italiana e gli spagnoli, ritenuti colpevoli, vengono imprigionati. Sembrerebbe una normale prassi, ma la richiesta insistente da parte della Spagna di estradare i propri concittadini sfocia in una tensione pericolosa tra i due Paesi; a questa si aggiunge la decisione della Francia di appoggiare la Spagna, creando per la prima volta dopo settant’anni una spaccatura interna all’unità europea. In questo contesto non più tanto distopico Zanasi inserisce la storia surreale di Tom (Edoardo Leo), laureato in lingue romanze ed allevatore di vongole, di Lea (Miriam Leone), psicologa figlia di un uomo decisivo per lo scacchiere internazionale, del pacato barista amico di Tom (Giuseppe Battiston) che si unirà a un gruppo paramilitare e degli amici pacifisti di Lea (Stefano Fresi, Carlotta Natoli).

L’Italia è impazzita, si spacca in due, la violenza dilaga a macchia di leopardo; Tom e Lea si trovano sui fronti opposti: il primo in mimetica e fucile con i compagni paramilitari, la seconda ricercata come ribelle pacifista. Roma è semideserta, pattugliata da militari e paramilitari, ladri e sciacalli ne approfittano, gli affanni e le gioie quotidiane hanno lasciato il posto al terrore di uscire di casa; se vedere le strade vuote e i militari armati di pattuglia non è più così lontano dalla nostra realtà, su questo sfondo la trama
di War si fa sempre più surreale, allontanando lo spettatore dall’angoscia della situazione attuale. Per Zanasi la guerra incombente è come una febbre, un delirio collettivo che lascia uscire la Verità di ciascuno; rabbia repressa, frustrazioni che si sfogano con l’uso delle armi, con il senso di onnipotenza che queste danno, i sentimenti che esplodono in ogni direzione. La storia d’amore tra Tom e Lea non è che una tessera di questo puzzle corale in cui ogni pezzo ha la sua importanza.

War – La guerra desiderata è il film che forse avremmo dovuto vedere tre anni fa; quando avremmo potuto goderne appieno per il lato tragicomico e surreale, riflettendo su cosa significa guerra. Oggi realtà e surrealtà si fondono, rendendo l’opera di Zanasi tragicomicamente vera nella sostanza, smuovendo ricordi di un passato prossimo ed amplificando le angosce per il futuro; e pur nella crescente surrealtà, che ci allontana dall’attualità, e nonostante il sottofondo di commedia romantica e i tratti spiccatamente comici, la colonna sonora vivace e le splendide immagini di Roma, l’atmosfera del film resta cupa ed inquietante sino all’iconico finale.

Michela Aloisi

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