Void

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8.0 Awesome
  • VOTO 8

Vita d’artista

All’8a edizione del Nordic Film Fest, un posto a parte merita il finlandese Void (Il vuoto), di Aleksi Salmenperä, presente in sala anche per un successivo Q&A con il pubblico. Girato in un interessante switch bianconero/colore, a descrivere il grigiore della vita quotidiana in contrasto con il fasto colorato dello spettacolo e delle luci della ribalta, in un curioso ribaltamento di vero e falso, il film narra del complicato rapporto d’amore tra due artisti, uno scrittore in crisi ed una attrice in ascesa, sottolineato da una originale colonna sonora suonata con l’ukulele.

Se quella del bianco e nero è stata principalmente una scelta estetica di natura pratica, per dare ai protagonisti un aspetto uniforme rispetto al passare del tempo (il film è stato infatti girato nell’arco di quattro anni e mezzo), il risultato è di dare al film quell’eleganza retrò di un melò americano degli anni 40, che dà risalto ai personaggi e al loro spessore. Allo stesso modo, la preponderanza di primi piani, dovuta principalmente ai ciclici cambiamenti di set che rendevano impossibile mostrare i personaggi nel loro mondo, rimanda in parte alla figura del divo americano di quegli anni.

La storia di Eero e Pihla va avanti tra incomprensioni reciproche e l’incapacità di salvare la propria relazione, messa alla prova anche da separazioni e tradimenti; acuta, ma quasi inosservata, l’intuizione della madre della protagonista: in una coppia, quando uno dei due si trova su un piedistallo, l’altro viene messo da parte. Così sta accadendo ad Eero, che, schiacciato dal crescente successo di Pihla, si trova in piena crisi di creatività. Significativamente, la tipica ‘paura del foglio bianco’ dello scrittore vien messa in risalto fin dai titoli iniziali che mostrano lo schermo del computer vuoto. Void, appunto.
Il finale a sorpresa, girato a colori, non solo è una scena cinematografica di grande effetto, anche fotograficamente; ma ha la capacità di rimanere sospeso, lasciando allo spettatore la libera scelta della sua interpretazione, per dare alla storia la fine desiderata.
Da notare che il film ha meritatamente vinto 4 Jussi Awards, gli Oscar del cinema finlandese, tra cui miglior film e miglior regia.

Michela Aloisi

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