The Balcony Movie

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8.0 Awesome
  • VOTO 8

Due chiacchiere dal balcone

In concorso alla 33ma edizione del Trieste Film Festival, Film Balconowy di Paweł Łoziński (Film dal balcone, Polonia 2021) ha vinto il Premio del Pubblico come miglior documentario ed ha ricevuto una menzione speciale dalla Giuria del Premio Alpe Adria Cinema (Marta Popivoda, Nino Kirtadze, Gianfranco Pannone) con questa motivazione: “Di questo piccolo grande film ci ha colpiti soprattutto l’empatia; la capacità di relazionarsi all’altro nei giorni difficili e un po’ tristi del Covid da un punto di vista molto semplice, il balcone di un primo piano in un palazzo qualsiasi di una quartiere residenziale a Varsavia. Una posizione dall’alto verso il basso piuttosto rischiosa, che l’autore riesce a condurre in un dialogo ad altezza d’uomo, creando un rapporto divertente e anche profondo con le persone più disparate, che ci arrivano spontanee e a loro volta empatiche. L’autore accantona volontariamente uno sguardo più complesso sul mondo a favore di una semplicità di stile che infine si fa politica grazie a una trascinante fiducia nell’uomo. Un film che ci fa bene.

Più che un documentario, quello di Łoziński è uno sguardo sulla vita; seduto nel balcone di casa propria, a Varsavia, telecamera in mano e microfono che si spinge verso la strada sottostante, Pawel ferma la gente che passa, familiari, vicini, conoscenti e sconosciuti, e a ciascuno di loro chiede, semplicemente, di raccontarsi. Uno stile semplice, diretto, con riprese da un unico punto di vista, dall’alto del balcone, quasi fosse il pulpito di una Chiesa da cui Pawel non fa prediche ma piuttosto osserva la varia umanità che passa, si ferma, si confessa. Un approccio naturale, empatico, umoristico quello del regista, e che funziona; come funziona e sorprende piacevolmente il risultato finale, grazie soprattutto alla disponibilità e schiettezza degli intervistati che si sono prestati a questo strano esperimento.

“Qual è il senso della vita?”, la domanda che il regista fa a tutti; diverse sono le reazioni e le risposte. A volte chiara e semplice, altre incerta o vaga, finanche contraddittoria, la risposta alla “domanda delle domande” mette a nudo, senza filtri, un’umanità varia ma non indifferente, che esprime una gamma quanto mai eterogenea di sentimenti. Ecco allora la vedova che rimpiange di non aver mostrato tutto il suo amore al defunto marito; ecco l’ex carcerato che si rimette in gioco e ricomincia a vivere; ecco la signora anziana disincantata che cita il latino; ecco una donna che canta con il cuore in mano ed un’altra che si racconta e balla come su un palcoscenico; ecco il proprietario di Bowel, che con Lolita, la cagnolona di Pawel, ha “messo su famiglia”, contribuendo a procreare deliziosi cuccioli; ecco finanche la moglie del regista, e la figlia a spasso con Lolita.

Un piccolo mondo che ruota intorno ad un balcone e ad una strada qualunque; siamo a Varsavia, ma potremmo essere ovunque.
Girato in due anni e mezzo circa, quello mostrato da Łoziński è infatti uno spaccato ad un tempo ironico e profondo del mondo e dell’umanità; esprime, in piccola scala, quelli che sono i sentimenti ed i temi comuni a tutti: gioia e sofferenza, tristezza e felicità, amore, consapevolezza, spiritualità. E lo fa con sincerità: in The Balcony Movie non ci sono attori, protagonisti sono l’uomo e la donna ‘del portone accanto’; mentre al centro, fil rouge che unisce tutte le storie, c’è la Vita.

Michela Aloisi

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