Beautiful Minds

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9.0 Awesome
  • voto 9

La traversata è migliore in compagnia

La vita e la morte sono due temi assoluti che da tempo immemore occupano le riflessioni degli uomini. Filosofi di tutte le epoche si sono interrogati su questi temi e hanno cercato una risposta.
La risposta definitiva non è arrivata. In compenso sono arrivate molte risposte, tutte espressione di un diverso modo di vedere il mondo. Anche Bernard Campan e Alexandre Jollien, autori ed interpreti di questo Beautiful Minds, hanno deciso di cimentarsi nell’impresa di dare una loro risposta ai temi di vita e morte realizzando un delicato dramma sull’amicizia.
Le regole del buddy-movie sono chiare: la coppia di protagonisti deve essere di carattere opposto e dal contrasto tra i due scaturirà poi la scintilla che farà progredire il racconto. Una regola aurea e rispettata anche qui. Louis (Bernard Campan) è un uomo molto chiuso che compie il suo lavoro da impresario delle pompe funebri con competenza ed umanità. Igor (Alexandre Jollien) ha un grosso handicap fisico al quale ha risposto sviluppando un’intensa ed effervescente vita interiore ed una mente vulcanica. Il primo è abile ma ritirato dalla vita. Il secondo è inabile ma proteso verso la vita.
Un viaggio tra Losanna e Montpellier sarà l’occasione per entrambi di trovare pace in una nuova amicizia. La scrittura del film mette molto bene in mostra la diversità dei due personaggi e la graduale empatia che sempre più li lega in un saldo legame. All’inizio ci troviamo davanti ad un freddo film sulla solitudine, al termine ci ritroviamo in un caldo film sull’amicizia. Il cambiamento avviene in maniera tanto graduale, e potremmo dire naturale, che lo spettatore ne diventa consapevole solo alla fine della pellicola. Il merito di ciò si può attribuire senza alcun dubbio all’alto livello di scrittura del film. Il cinema francese ha del resto tra i suoi tratti principali una grande capacità di scrittura di personaggi e situazioni, questo film ne è una nuova prova. L’esempio forse migliore della scrittura del film è la dolcissima scena di sesso tra Igor ed una prostituta, la quale diventa un delicato momento di epifania per il personaggio.
Attraverso l’incontro tra l’estroverso Igor e l’introverso Louis, con quest’ultimo quasi stanato nella sua chiusura al mondo dal compagno, Campan e Jollien ci narrano una bellissima storia sull’amicizia che si apre tuttavia ad altri temi, come la situazione dei portatori di handicap nella nostra società, tutti però legati ai temi fondamentali della vita e della morte, e come queste ultime dovrebbero essere affrontate nel modo migliore. In tutto questo il film non può essere definito consolatorio, una fuga all’indietro rispetto al mondo. Al contrario siamo di fronte ad un film profondamente vitalistico ed ottimista, che individua nell’apertura al mondo ed all’altro, con tutto ciò che può comportare, come una soluzione, non di certo LA soluzione, per affrontare al meglio la traversata del mare della vita.

Luca Bovio

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