The Appointment

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7.0 Awesome
  • VOTO 7

Inseguendo il tempo e Ken Loach

Prodotto in Irlanda del Nord, The Appointment di David Moody è un altro dei corti dell’IRISHFILM FESTA IN SHORT 2020 che ci hanno appassionato di più. In primo piano il sociale, ma non solo. È fatta del resto di tante cose, la “giornata particolare” di Ian, il protagonista. A proposito: una vera rivelazione, per l’espressività tagliente e l’umanità di fondo, l’emergente nonché istintivamente simpatico Ciaran Flynn, che comunque ha già alle spalle una carriera di tutto rispetto iniziata da giovanissimo. Nella fattispecie lo vediamo alle prese con una madre appesantita e malata (l’intensa Geraldine McAlinden), talvolta anche dura nei modi, ma anche con un lavoro tutt’altro che gratificante, con la boria dei capi, con la sostanziale indifferenza delle istituzioni e del sistema sanitario cui dovrebbe appoggiarsi.

Un po’ alla maniera di Ken Loach, cui lo sguardo empatico verso il protagonista e le sue quotidiane disavventure ci ha fatto pensare non poco, David Moody sa mettere in scena un disagio reale rendendo partecipe lo spettatore delle storie rappresentate, all’apparenza piccole, ma su cui aleggia però una tensione costante. The Appointment è una continua corsa contro il tempo. Ian sembra quasi dover rinunciare a una vita privata, la cui possibilità viene appena adombrata nella breve scena in cui riceve l’invito a una festa dalla graziosa collega, sua coetanea, perché ogni giorno è un rebus da risolvere; un dannato rompicapo, in cui è chiamato a rispettare gli orari di lavoro, ad arrivare per tempo in farmacia dove non è neanche detto che troverà tutte le medicine necessarie alla madre, a risolvere una miriade di altri problemi. E di fronte a tutto ciò dà sempre l’impressione di poter contare solo su se stesso.

Eppure, nonostante l’indicibile stress accumulato, Ian in attesa del suo turno a uno sportello trova pure il modo di scherzare e fare le boccacce a un bambino, facendolo divertire. Un piccolo detour, dal timbro delicato e opportuno, che interrompe per un attimo quella pazza rincorsa, destinata comunque a concludersi con un riavvicinamento tra madre e figlio tanto toccante quanto naturale e spontaneo, nel suo forse inatteso concretizzarsi.

Stefano Coccia

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