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Spera Teresa

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Un cavallo per il successo

In concorso al Molo Film festival 2022, l’irresistibile mockumentary di Damiano Giacomelli, Spera Teresa, ironico sin dalla scelta del titolo (che è anche il nome della protagonista), ha in sé quel pizzico di follia tutto marchigiano (già osservato nel corregionale Michele Senesi e nel suo Bumba Atomika) che diverte e conquista inesorabilmente lo spettatore.

Il regista sceglie la via dell’ironia a partire dai titoli di testa, tutti in tedesco, e dalla scelta stilistica del mockumentary, ovvero del falso documentario, in cui la storia apparentemente vera e normale prende una piega totalmente irrealistica, sorprendendo e giocando con lo spettatore. Giacomelli aggiunge poi la scelta del nome della protagonista: Teresa Spera, Teresa spera di diventare famosa. Teresa (interpretata da Rebecca Liberati) è infatti una bravissima cantante costretta su una sedia a rotelle; a due giorni da una serata importante rompe il sodalizio con il fisarmonicista Nando e deve trovare un sostituto. Dall’incontro casuale con un ragazzo sordomuto di colore nascono i Free Hope, che si esibiranno ai negozi Fallimenti di quella parte delle Marche colpita duramente dal terremoto (situazione cui nel film ci si limita ad alludere, senza pietismi di sorta ma lasciando segni tangibili del dramma avvenuto) poco prima della diva, la grande Iva, cantante cieca (interpretata da una sorprendente Iva Zanicchi).

Disabilità e musica: sembra il tema sociale di un vero documentario, ma la truffa è dietro l’angolo. Teresa, come Iva, fingono infatti la propria disabilità per perseguire il successo nel mondo dello spettacolo. Tutto per il successo: tema assolutamente attuale in questo ambiente al giorno d’oggi, dove il Grande Fratello regna e gli influencer su Tik Tok guadagnano cifre iperboliche; un mondo dove la finzione rende e la verità passa inosservata. Teresa Spera ha una voce bellissima; ma il talento, in Italia, non basta più.

Michela Aloisi

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