Come ti porto il lowcost in India
La prima edizione dell’Indian Film Festival, organizzato e promosso dall’Ambasciata Indiana a Roma e realizzata in partnership italiana con Anica (Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche e Audiovisive), propone una rassegna di film – in anteprima italiana – che sono espressione della ricchezza linguistica (non solo Hindi, ma anche Telugu, Tamil, Kannada) e culturale dell’India attraverso una cinematografia che tocca una grande varietà di generi e tematiche; tra questi, Soorai Pottru mostra una particolare attenzione al sociale. Girato in lingua Tamil, Soorai Pottru (2020) della regista e sceneggiatrice Sudha Kongara, si basa infatti sulla storia vera del capitano G.R. Gopinath, fondatore della linea aerea low-cost Simplyfly Deccan, da lui descritta nel suo libro Simply Fly: a Deccan Odissey, che ha avvicinato le distanze geografiche all’interno del Paese e quelle sociali tra i ricchi e la parte più povera della popolazione.
Nel film, il protagonista è l’intraprendente Nedumaaran Rajangam, conosciuto come Maara (interpretato dalla star indiana Suriya), figlio di un maestro di una piccola cittadina nella provincia di Madurai. Fin da piccolo, Maara ha sempre avuto la passione per il volo e per gli aerei; lasciata la casa natia, si arruola nella Indian Air Force a Chennai (capitale dello Stato Federato indiano del Tamil Nadu, nota anche, fino alla fine del secolo scorso, come Madras), divenendo un eccellente pilota, nonostante il suo spirito ribelle si scontri con la rigidità del Comandante. Con il padre in fin di vita, si appresta a volare a casa, ma gli alti prezzi della compagnia aerea lo costringono ad un viaggio molto più lungo, che lo farà arrivare al capezzale del genitore troppo tardi, spingendolo così a lottare per realizzare il suo sogno: creare una propria compagnia aerea low cost per rendere accessibile i viaggi in aereo anche alle persone meno abbienti.
Il percorso non sarà facile, soprattutto per l’ostruzionismo di Paresh Goswami (Paresh Rawal), proprietario della grande e costosa compagnia aerea Jaz, che farà di tutto per ostacolarlo. Ma di fronte alle difficoltà economiche e al potente nemico, tutti gli amici di Maara, dal villaggio natio agli amici della Indian Air Force, sosterranno la sua battaglia per la conquista del cielo. Al suo fianco, inoltre, Maara ha la bella e intraprendente moglie Bommi (Aparna Balamurali), che ha realizzato il suo obiettivo di aprire un proprio forno, divenendo titolare di una intera catena in franchising di forni e panetterie. Bommi è chiamata affettuosamente ‘pagnottella’ per il suo aspetto paffuto: non la classica bellezza in stile Bollywood, Aparna Balamurali ha un fascino più vero, potremmo dire ‘popolano’, verace, alla Sofia Loren, ma soprattutto un carattere forte e moderno: compagna di Maara nel vero senso della parola, lo sostiene amorevolmente ed economicamente. D’altronde anche Suriya ha un aspetto più rude delle tipiche star bollywoodiane; per fare un esempio, è più simile al James Bond di Daniel Craig che a quello di Pierce Brosnan, ma altrettanto carismatico. Insieme formano una coppia insolita e divertente, con i loro battibecchi ed il loro modo di esprimere i sentimenti; ma di fronte alle avversità fanno squadra, mostrando la profondità di un rapporto nato da un amore vero.
Notevoli anche gli altri protagonisti, dal perfido Paresh Rawal (Goswami) al cangiante Prakash Belawadi (nelle vesti del sornione Prakash Babu), da Udumalai Kalam (il Presidente dell’India) agli abitanti del villaggio originario di Maara, sino agli amici della Indian Air Force, troppi per elencarli tutti, ma ognuno ben incastonato nel proprio ruolo.
Soorai Pottru ha uno stile più sobrio rispetto ai megakolossal del cinema indiano che siamo abituati a vedere in Italia, nonostante non manchino musica, canzoni e balli coreografici; la regista Sudha Kongara si concentra maggiormente sull’epicità della storia stessa ed il suo impatto sociale per l’India moderna, che assume il ruolo centrale del film, lasciando ai duetti ed ai balletti il ruolo comprimario di raccontare la storia d’amore tra Maara e Bommi. D’altronde la storia della nascita della prima compagnia aerea low-cost è fondamentale per rafforzare l’unità del Paese ed avvicinare le classi sociali, ancora divise in caste, per un’India moderna ed al passo con i tempi; tanto che nel 2024 la regista ha girato un remake del suo stesso film in lingua hindi, Sarfira.
Da notare, infine, che Soorai Pottru, uscito nel 2020, ha vinto cinque premi alla 68ma edizione del National Film Awards di quell’anno, che premia il meglio del cinema indiano; tra questi, quello per il Miglior Film, il Miglior Attore (Suriya), la Miglior Attrice (Aparna Balamurali) e la Miglior Sceneggiatura (Sudha Kongaari e Shalini Usha Nair).
Michela Aloisi









