L’impegnativo ritratto della testimone diretta di orrori indicibili
Edizione scarna, sobria, quasi a parafrasare alcune delle terribili vicende narrate, il DVD distribuito nei mesi scorsi da CG Entertainment aiuta a far luce su figura femminile senz’altro importante, in quanto testimone di alcuni degli orrori più grandi del Novecento. Non solo una sopravvissuta all’Olocausto, però, Simone Veil, essendo stata anche questa donna francese di origine ebraica elemento della magistratura e personaggio politico di primo piano, nell’Europa del Dopoguerra. Pur essendo impostato come biopic fin troppo classico nella confezione e nella costruzione narrativa, Simone Veil – La donna del secolo (Simone, le voyage du siècle, 2022) di Olivier Dahan merita quindi una visione attenta, per vari motivi.
Da sempre interessato alle biografie femminili di un certo spessore, il cineasta transalpino aveva già all’attivo opere come La Vie en rose (La Môme, 2007) dedicato alla grande Édith Piaf, o come Grace di Monaco (Grace of Monaco, 2014), quando ha deciso di confrontarsi con quest’altra vita affrontata per certi versi sulle montagne russe, con momenti disumani e terribili da un lato, grandi onori dall’altro. Per condensare un’esistenza dall’intensità evidentemente fuori dal comune Olivier Dahan ha scelto intanto la durata “monstre” di 134 minuti, articolando la narrazione su più piani, così da alternare in flashback gli episodi dell’infanzia, la durezza degli eventi vissuti sulla propria pelle durante la Seconda Guerra Mondiale e le sfide successivamente accettate a livello politico, negli anni della maturità, soprattutto in favore dell’Unione Europea.
Vi è molto altro anche di personale, di privato, nel film, ma queste restano comunque le coordinate essenziali del racconto; un articolato “storytelling” inevitabilmente asimmetrico, “sbilanciato”, tanto da farci ammettere subito che alcune parti ci hanno coinvolto molto, sul piano emotivo, altre ci sono sembrate in tutta franchezza maggiormente ingessate, retoriche. I segmenti più riusciti restano a nostro avviso quelli in cui prevale un taglio, un approccio testimoniale, sia a livello di messinscena che per i valori di cui ci si fa carico. Cruda, accurata, piena di picchi drammatici è infatti la cronaca della deportazione da parte dei nazisti, affrontata assieme alla madre ed alla sorella Miou; con loro fu prima deportata ad Auschwitz, poi nel luglio 1944 nel campo di Bobrek, ed infine, dopo un passaggio di nuovo ad Auschwitz, riuscì faticosamente a raggiungere Bergen-Belsen con una delle famigerate “marce della morte” organizzate dalle SS, sopravvivendo anche a questa durissima prova e venendo alla fine liberata dagli Alleati. Altrettanto toccante è il suo ritorno ad Auschwitz da anziana, allorché divenuta figura politica di rilievo le venne chiesto di partecipare a uno dei classici “viaggi della memoria”.
Molto più agiografici e ideologicamente orientati, invece, sono i passaggi in cui la si presenta come ministra della salute nel governo di Jacques Chirac o come paladina di quell’Unione Europea in costruzione, dove pure ha ricoperto importanti cariche; troppa enfasi, a nostro avviso, specie su questo suo altro ruolo, ma non è da escludere che tale pesantezza sia stata da noi avvertita anche in merito all’esito sempre più infelice che le politiche europee comunitarie hanno avuto nel Vecchio Continente, specie in questi ultimi anni. Fortunatamente l’ottimo cast femminile del lungometraggio riesce a trasmettere qualche vibrazione sincera anche in tali frangenti.
E giusto per restare in tema di Unione Europea, non meno imbarazzante ci è parso l’accento posto su una peraltro lusinghiera dichiarazione di Ursula von der Leyen, figura istituzionale posta oggigiorno in discussione da più parti (vedi le polemiche per il cosiddetto “riarmo europeo” o l’ancora più allarmante “Pfizergate”), nel trailer ufficiale del film. Alcuni oggi come oggi la considererebbero “pubblicità negativa”. Detto questo, anche in virtù del suo carattere “rivelatore”, il trailer stesso rappresenta il piccolo sfizio di un DVD dalle immagini molto curate, ma praticamente privo di contenuti speciali.
Stefano Coccia
Titolo originale: Simone, le voyage du siècle
Produzione: Francia, 2022
Durata: 134 minuti
Regia: Olivier Dahan
Cast: Elsa Zylberstein, Judith Chemla, Rebecca Marder, Élodie Bouchez.
Formato Video: 24fps 1080p
Audio: Dolby Digital 5.1 | Italiano
Dolby Digital 5.1 | Originale
Sottotitoli: Italiano
Extra: Trailer
Distribuzione: CG Entertainment






