7 giorni

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6.5 Awesome
  • voto 6.5

Amici mai per chi si ama come noi

Si muove sull’asse italo-svizzera la produzione di 7 giorni, la nuova pellicola di Rolando Colla, che torna dietro la macchina da presa a distanza di cinque anni da Giochi d’estate. Ed è sulla stessa asse che si sta dipanando il percorso festivaliero che porterà il film all’uscita nelle sale nostrane prevista nel mese di maggio. Dopo l’anteprima mondiale allo Zurich Film Festival 2016, l’opera del cineasta è approdata alle ultime edizioni del Trieste Film Festival e delle Giornate del Cinema Europeo Contemporaneo di Milano. Ed è proprio nella cinque giorni meneghina organizzata da EUNIC Milan che abbiamo avuto la possibilità di vederla.
La terra elvetica, con le sue montagne e i suoi pascoli, però, come avrete modo di leggere nella sinossi e constatare sin dalle prime immagini del film, è lontana moltissimi km. La vicenda ci catapulta al seguito di Ivan e Chiara, due perfetti sconosciuti che si incontrano per la prima volta su un’isoletta siciliana per organizzare il matrimonio del fratello di lui, Richard, con la migliore amica di lei, Francesca. E come da copione non può che scattare la scintilla. Una forte attrazione travolge i due: Ivan, ancora ferito dal fallimento del suo ultimo rapporto e Chiara, impegnata con Stefano, decidono di vivere la storia fino all’arrivo degli ospiti per la cerimonia. Nel loro piano non hanno però preso in considerazione l’amore…
E si l’amore, un sentimento che non conosce vie di mezzo, capace di mandare in paradiso e allo stesso tempo sbattere giù all’inferno i protagonisti di turno, fonte inesauribile di gioie o di sofferenze, di momenti felici o di ferite indelebili. 7 giorni parla di quelle che comunemente chiamiamo le “conseguenze dell’amore” e su di esse costruisce la sua architettura drammaturgica. La scrittura lavora sui due estremi, portando sullo schermo un melodramma che esplora le vie possibili di un sentimento che può mutare, che come recita la canzone “Amici mai” di Antonello Venditti  può fare dei giri immensi e ritornare. Ma qui il tempo per decidere se amarsi o dirsi definitivamente addio è poco e corrisponde all’arco narrativo del racconto racchiuso nella timeline, ossia la settimana che suggerisce il titolo al film. In questo tempo così ridotto, con il trascorrere dei giorni scandito a caratteri cubitali sullo schermo con un countdown, la coppia protagonista attraversa in rapida successione tutte le tappe che dal colpo di fulmine portano alla scelta se amarsi oppure no, passando per il corteggiamento, per l’unione dei corpi, per la gelosia e per il conflitto. Insomma, tutti gli ingredienti del classico dramma amoroso, con la ricetta che viene allo stesso tempo puntellata con eccessi un po’ troppo melodrammatici e arricchita da momenti di poesia (il matrimonio sulle barche, le immersioni subacquee e soprattutto il bellissimo finale che richiama al mito di Orfeo ed Euridice).
Ciò che resta è un film discontinuo drammaturgicamente e recitativamente, nel quale la coppia formata da Bruno Todeschini e Alessia Barela funziona a fasi alterne e il terzo incomodo (Stefano), affidato a  Gianfelice Imparato, appare come un pesce fuor d’acqua. Al contrario, 7 giorni sa offrire alla platea scene d’impatto emotivo, che hanno nella splendida e selvaggia cornice sicula una meravigliosa scenografia naturale.

Francesco Del Grosso

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