#ScrivimiAncora

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7.0 Awesome
  • voto 7

iLove, ovvero, l’amore ai tempi di Whatsapp

Giovani, carini, tanti sogni nel cassetto e un’amicizia che perdura dai tempi dell’infanzia. Questo il contesto su cui si dipana #ScrivimiAncora, l’ultima fatica di Christian Ditter, una romantica commediola 2.0 che non a caso i titolisti italiani hanno battezzato con un hashtag.
Il soggetto è tratto dal celebre bestseller di Cecelia Ahern, uno “struggente” romanzo sentimentale che narra l’impossibile amore di due ragazzi costretti a vivere lontani da un avverso destino, cui riusciranno a opporre un legame così forte da portarli a cercarsi continuamente, prima attraverso normali lettere, poi tramite le più moderne mail, chat ed SMS.
Trasporre in immagini quanto si è conosciuto attraverso la letteratura non è mai un’impresa facile, ma se il romanzo in questione risponde in toto ai desideri del cosiddetto mass market, ecco che il regista che si cimenta in tale impresa, da impavido artista si trasforma in impavido business man. Se poi a questo si aggiunge che un simile tentativo era già stato compiuto da Richard LaGravenese con l’adattamento filmico di P.S. I Love You, altra fatica letteraria della giovane autrice, ecco che decade anche l’aggettivo “impavido”.
Dato il discreto successo di questo primo tentativo, Christian Ditter percorre, quindi, un terreno già battuto. Ma la mancanza di coraggio è ampiamente compensata da una commedia tutto sommato ben riuscita, grazie soprattutto ai due protagonisti Lily Collins e Sam Claflin, perfetti nel ruolo di giovani sognatori; a una fotografia che riesce con successo a contrapporre il romanticismo dei paesaggi inglesi all’aridità di un’America gretta e capitalista e a delle piccole trovate registiche che donano quel tocco di originalità che non guasta mai: una per tutte, i balloon delle chat che si sovrappongono alle immagini del film e che mostrano i pensieri che i protagonisti si scambiano, divenendo, così, la simpatica cornice di un commento chiosato; una postilla mormorata tra una disgrazia e l’altra.
Ma freni gli entusiasmi chi ha definito #ScrivimiAncora il nuovo Harry ti Presento Sally: la delicatezza e l’eleganza della simpatica commedia di fine anni 80, divenuta non a caso cult movie, rimane qualcosa di irripetibile, e qualunque tentativo d’imitazione potrebbe risultare un ridicolo scimmiottamento. Il leitmotiv dei due amanti che si rincorrono per diversi anni prima di coronare il loro sogno d’amore rimane sicuramente un comune denominatore, che però di certo non basta per creare ingiustificate associazioni: la vivacità dei dialoghi, la forte caratterizzazione dei personaggi, l’armonica alternanza dei tempi sono piccole perle che #ScrivimiAncora non riesce a controbilanciare in nessun modo.
Christian Ditter e Rob Reiner (su brillante script di Nora Ephron) rimangono, dunque, due entità ben distinte, seppur entrambe pioniere di un terreno anelato da un pubblico che cerca nel cinema più un’opportunità di svago che di ricerca artistica per immagini.

Costanza Ognibeni

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