Sarà il mio tipo?

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7.5 Awesome
  • voto 7.5

Lui filosofo, lei parrucchiera : ovvero come ti scardino i luoghi comuni su cui la definizione di amore si è plasmata nel tempo

Il rapporto uomo-donna è senz’altro una tematica trita e ritrita nella storia della cinematografia mondiale, ma non smetteremo mai di stupirci dell’originalità con cui certe perle riescono ancora a trattare l’argomento. Perle che, se talvolta passano letteralmente in sordina, il (de)merito è tutto dei titolisti italiani, che riescono a trasformare una pellicola gradevole e introspettiva in una commedia, apparentemente, da due soldi.
Sarà il mio tipo? è un film sentimentale francese tratto dal romanzo di Philippe Vilain, di cui, nella versione originale, riprende anche il nome. E in effetti, oltre a evitare di avvicinare quelli che al cinema ci vanno “ma senza impegno”, Pas son genre, pur rimanendo un titolo piuttosto ermetico, risulta molto più eloquente del suo corrispettivo italiano.
Clément è un insegnante di filosofia parigino, trasferito, suo malgrado, ad Arras, un paesino di provincia situato nel Nord della Francia. Qui, oltre ad avere una classe di svogliati studenti da seguire, conosce Jennifer, una bella ed esuberante parrucchiera fiera di sé, fiera del suo lavoro, fiera di essere nata e cresciuta ad Arres.
Fra i due nasce un’intensa e coinvolgente relazione, in grado di andare oltre le evidenti barriere culturali su cui si erge. Una relazione fatta di scambio, di conoscenza: Clément racconta a Jennifer di filosofia, ma senza mai cadere nel didattico, calandola, piuttosto, nella quotidianità del loro rapporto; Jennifer fa conoscere, a sua volta, a Clément quel mondo che va al di là dei libri. Un mondo di affetti, di persone, di serate passate con gli amici a cantare a squarciagola nei locali o al cinema vedere l’ultimo film che ha sbancato ai botteghini. Clément si sentirà sempre un pesce fuor d’acqua in quella vita, ma ama Jennifer, e ciò lo renderà sempre contento di farne parte.
Tuttavia ciò che dividerà veramente i due protagonisti non saranno le differenze culturali, quanto il modo completamente antitetico di vivere l’amore: Jennifer è in cerca del Principe Azzurro, di colui che la renderà felice per tutta la vita, mentre Clément non crede nella coppia, la vive come una prigione. Pur amando Jennifer, vive il rapporto  alla giornata, sul momento, senza mai porsi domande sul futuro.
Con una fotografia che riporta immediatamente alla dimensione di una Francia contemporanea, in parte sospesa nel tempo, accompagnata da una regia che, attraverso il movimento delle immagini, trasmette perfettamente gli stati d’animo dei protagonisti, a sua volta supportata dalle ottime capacità recitative degli attori principali, con cui si crea un’inevitabile empatia, Sarà il mio tipo? non si sofferma su una superficiale difficoltà di rapporto generata da apparentemente incolmabili differenze di background. Il film cerca, piuttosto, di scavare negli animi dei personaggi per scoprire le reali cause dell’andamento di una relazione, in un senso o nell’altro.
Una volta constatato cosa sia l’amore nell’accezione più comune del termine; una volta appurato l’investimento che il rapporto con “il diverso da sé” richiede e quale grado di messa in gioco della propria di identità si possa raggiungere, è inevitabile uscire dalla sala chiedendosi, fra Jennifer e Clément, chi amasse veramente l’altro.

Costanza Ognibeni

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