L’ingrediente segreto
A scuotere bruscamente il nutrito pubblico della 44esima edizione del Sulmona International Film Festival, che ha riempito la platea del Cinema Pacifico nella giornata del 5 novembre 2026, ci ha pensato Haley Hope Bartels e il suo cortometraggio Red Velvet, presentato nella competizione internazionale della kermesse abruzzese. L’opera rappresenta l’esordio alla regia della sceneggiatrice statunitense, passata alle cronache per essere l’autrice del copione di Pumping Black, piazzatosi secondo nella famigerata Black List hollywoodiana nel 2022 e dalla quale, dopo anni di limbo e da recenti aggiornamenti, sembra essere stato ripescato da Amazon MGM Studios che ne ha acquisito i diritti lo scorso maggio per farne un film diretto da Mimi Cave e interpretato da Jonathan Bailey e Natalie Portman.
Per la sua prima esperienza dietro la macchina da presa, la neo-regista decide di rimanere nel recinto del cinema di genere mescolando thriller psicologico e horror, dando alla luce uno short ben orchestrato e confezionato che, dopo avere giocato al gatto e al topo con lo spettatore e i personaggi di turno, disinnesca il meccanismo mistery per entrare in modalità splatter per assestare il colpo decisivo al fruitore. Per farlo, come successo a suo tempo in The Invitation prima e più di recente in Fresh, il classico invito a cena trasforma le quattro mura di un appartamento in un crudo e satirico show degli orrori sul tema degli appuntamenti moderni, dove il cibo diventa come anche in The Menu, l’arma del delitto. Eccoci allora alle prese con un serial killer carismatico che organizza quello che considera l’appuntamento perfetto con la sua vittima ideale, ma la situazione prende una piega inaspettata quando lei rivela di sapere tutto. Il ché svela definitivamente, chiamando in causa anche il revenge movie, quello che l’intero campionario di generi e filoni ai quali ha attinto efficacemente la Bartels.
Forte di uno stile estremamente dinamico e visivamente aggressivo che aggiorna a suo modo e nel suo piccolo quelle che sono le coordinate dell’horror contemporaneo, terreno questo sempre molto fertile e soggetto a continue sollecitazioni da parte dei tanti cineasti che alle diverse latitudini hanno deciso di frequentarlo, lo short in questione mette in mostra le potenzialità di scrittura e regia di un’autrice assai promettente che per quanto ci riguarda ha tutte le carte in regola per andare a inserire nella purtroppo ancora ristretta cerchia di registe che negli ultimi anni si sono confrontate con buoni risultato con il cinema di genere: da Julia Ducournau a Coralie Fargeat, da Karyn Kusama a Ana Lily Amirpour, passando per Jennifer Kent, Rose Glass e Nia DaCosta. Staremo a vedere cosa combinerà da qui in poi, nel frattempo Red Velvet ci offre un succulento antipasto a base di umorismo nerissimo, accompagnato e inondato di e da un rosso sangue particolarmente corposo nel sapore, specialmente quando la messa in quadro rivela la sua vera natura gore e splatter. E a gestire e ad alimentare le due fasi ci pensano benissimo la regia e le performance camaleontiche di Nicholas Hamilton e Michelle Mao.
Francesco Del Grosso









