Prato Film Festival 2018: diario di bordo #1

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1^ giornata

Dopo la pausa dello scorso anno, il Prato Film Festival sembra tornare più ricco che mai e già dalla prima giornata si parte con intense visioni e incontri per i più cinefili.
Nel pomeriggio (dalle h 17) presso il Teatro D’Annunzio del Convitto Nazionale Statale Cicognini si comincia con uno sguardo internazionale, dando spazio alla sezione Mondo Corto. I lavori selezionati affrontano diversi temi, su cui spiccano due sensazioni molto connesse coi nostri tempi: la disperazione e la sopravvivenza (citiamo, tra gli altri, Cretinos di Edu Moyano e Les Misérables di Ladj Ly). Il cinema vuole sempre più fotografare ciò che siamo diventati – e questi lavori lo mostrano senza troppi filtri – ma riflette anche su se stesso e sull’Arte (vedi The Death of the Author di Federica Pacifico). Non spaventatevi, però, c’è anche spazio per sorridere con titoli come The Chop di Lewis Rose, The Clockmakers Dream di Cashell Horgan e Rivals di Alexander Lony.
Prato è una città con una grande tradizione artigianale e tessile, in virtù di questo, a conclusione dello slot dei corti, verrà proiettato uno spot pubblicitario – “Fratelli Conforti – Una storia Pratese” di Frank Conforti – dedicato a una famiglia commerciante di tessuti a livello mondiale.
In prima serata (h 21.15) la palla tocca a un evento molto atteso: la proiezione della versione restaurata de La pelle di Liliana Cavani, con Claudia Cardinale, Marcello Mastroianni, Burt Lancaster e tratto dall’omonimo romanzo dello scrittore e giornalista pratese Curzio Malaparte, che si è scelto di omaggiare a 120 anni della sua nascita. A precedere questa visione una chicca per i presenti: l’attore Maurizio Donadoni leggerà alcuni brani dal libro “Maledetti toscani” – sempre da Malaparte – mentre l’attore Gabriele Tozzi interpreterà il ditirambo “La morte del cervo” in omaggio a Gabriele D’Annunzio.
Stay tuned per i prossimi aggiornamenti direttamente dal festival.

Maria Lucia Tangorra

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