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Pinball – The Man Who Saved the Game

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VOTO: 9,5

L’amore è come il flipper: vince chi gioca

Colorato, pop, ironico, Pinball – The man Who Saved the Game di Austin Bragg e Meredith Bragg, in concorso al Biopic Fest 2023, è il trait d’union perfetto tra documentario e fiction; racconta, a modo suo, la storia vera di Roger Sharpe, giornalista e aspirante scrittore, che con un unico colpo ha salvato il flipper dalla condanna che il sindaco di New York Fiorello La Guardia aveva posto sui giochi d’azzardo.

In un gioco di meta-giornalismo, il fil rouge è proprio l’intervista allo Sharpe di oggi (ottimamente interpretato da Dennis Boutsikaris), chiamato a raccontare di quel singolo episodio che ha cambiato la storia del gioco; ma per raccontare una storia, si sa, si parte sempre dal ‘c’era una volta’. Così Roger torna indietro nel tempo, a quand’era studente universitario ed ha capito per la prima volta la vera essenza del flipper; da quel momento, il gioco diventa per lui un mezzo per recuperare concentrazione e controllo della propria vita. Quel che non sa, è che in realtà il flipper, equiparato ai giochi d’azzardo, è diventato illegale a New York; quando l’unico flipper da lui trovato in città viene requisito e fatto a pezzi dalla Polizia, inizia la sua battaglia per riabilitarlo, dimostrando che non è un gioco di fortuna ma di abilità. Giornalista presso la rivista in ascesa GQ, scrive un articolo sul flipper che richiama l’attenzione della MAA (Music and Amusement Association), che sta cercando da anni di revocare il divieto sulla diffusione del gioco e chiede il suo aiuto in aula per avvalorare la usa richiesta; ma prima di arrivare davanti alla Commissione, Sharpe esplorerà il mondo del flipper intervistandone i rappresentanti più significativi per il libro che ha deciso di scrivere.

In un divertente gioco di ruolo tra passato e presente, i due Roger a confronto si passano la pallina del flipper deliziando gli spettatori con siparietti che danno al film il colore e la verve pop che ben si confà alle colorate ed irresistibili macchine del pinball; sotto la stessa lente colorata viene raccontata anche la nascita e lo sviluppo della storia d’amore tra il giovane Roger ed Ellen, artista separata con un figlio undicenne che – come molte donne rimaste sole – ha accantonato il suo talento di pittrice per un lavoro meno appagante che le consentisse di dare al figlio la giusta stabilità. Un incontro fortuito in ascensore nato sotto il segno dell’allegria che conoscerà momenti critici ed il cui finale non sveleremo; ma l’amore, come il flipper, è un gioco in cui solo chi rischia vince. E se Sharpe, con una singola partita, è riuscito a dimostrare che il flipper – lungi dall’essere un gioco d’azzardo – è in realtà un gioco di abilità, in un gioco di specchi sarà lo stesso pinball a far capire a Roger l’importanza di scommettere e rischiare per ottenere ciò che si vuole davvero.

Pinball – The Man Who Saved the Game racconta la storia vera dell’uomo che ha riportato il flipper alla legalità; spinto dalla passione quasi ossessiva per questo gioco, ma anche dalla curiosità di scoprirne le origini, Roger Sharpe, giornalista e scrittore, ne ha fatto il suo lavoro, dimostrando con i fatti quel che il film teorizza, che per raggiungere i propri obiettivi e realizzare i propri sogni a volte è necessario rischiare. I registi sono riusciti ad intrecciare con umorismo la storia vera con la fiction, il flipper con la storia d’amore, usando un linguaggio decisamente pop, dalla cura degli abiti d’epoca alla musica, dai (veri) baffoni di Roger alla rappresentazione della rivista di stile GQ, quest’ultima molto interessante perchè è vista dall’interno della redazione ed ai suoi inizi, ben prima di diventare la rivista cult di oggi. Come sono interessanti le interviste di Sharpe agli ideatori, ai costruttori e divulgatori del pinball, che danno luce ad un gioco che oggi potremmo definire vintage ma che tanto appeal ha ancora ai giorni nostri. Infine, anche la scelta degli attori è perfetta; il giovane Roger è interpretato da Mike Faist, Ellen da Crystal Reed, entrambi assolutamente in parte, che sprigionano sullo schermo un feeling ironico che cattura e coinvolge lo spettatore nella loro storia, divertendosi e divertendo.

Michela Aloisi

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