Perfect Skin

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8.0 Awesome
  • VOTO 8

Un volo nell’oscurità

Perfect Skin di Kevin Chicken, in concorso quest’anno al XVI Ravenna Nightmare Film Fest, è un imperdibile dark thriller psicologico ambientato nel mondo dei tattoo e della body modification, che esamina il mito della bellezza oggi, indagando nel contempo sul complesso rapporto tra carceriere e vittima, tra sindrome di Stoccolma e Angelo Vendicatore.

La giovane Katia vive a Londra come ragazza alla pari; perso il lavoro e la casa, si trasferisce da una giovane australiana, che la introdurrà nel mondo dei tatuaggi portandola dal suo tatuatore Bob, un vero feticista della pelle femminile, da subito affascinato dalla pelle perfetta di Katia.
Incontratisi successivamente in un pub, Bob si offre di accompagnare a casa la ragazza, stravolta da alcol e droga. Lei accetta, per risvegliarsi la mattina dopo legata e rinchiusa in una cantina. Sull’orlo della pazzia in seguito al difficile divorzio dalla moglie, ossessionato dal suo sogno di creare un capolavoro d’arte, Bob ha scelto Katia come sua Musa e il suo corpo come tela. Giorno dopo giorno, per mesi, Bob si dedica completamente alla sua opera, mentre Katia vede cambiare il suo corpo e lei stessa. Instaura un complesso rapporto col suo rapitore, fino a spingersi a provare la ‘human suspensions’, ganci che traforano la pelle in punti strategici a cui vengono legate delle corde che permettono a chi lo prova di sollevarsi e volteggiare. Il dolore iniziale e l’adrenalina sviluppatasi con questa pratica rafforzeranno però la sua volontà di sopravvivere fino all’atto finale, la ribellione e la vendetta nei confronti del suo carceriere, che la renderanno finalmente libera.

Perfect Skin, superbamente interpretato da un bravissimo Richard Brake e da una giovane e brava Natalia Kostrzewa, affascina lo spettatore trascinandolo nel mondo oscuro della ‘body modification’; un mondo che già si era affacciato al Ravenna Nightmare cinque anni fa con il documentario On tender Hooks della britannica Kate Shenton, che ha voluto sperimentare sulla sua pelle (letteralmente) questa pratica.
Il risultato è un film che incatena lo spettatore insieme alla protagonista fino all’ultima ripresa.

Michela Aloisi

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