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Paura dell’alba

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VOTO: 7

L’altro lato della Resistenza

Dopo la fortunata anteprima mondiale in quel di Bari al Bif&st 2025, laddove si è aggiudicato il premio per la migliore Interpretazione al cast della sezione “Per il cinema italiano”, Paura dell’alba di Enrico Masi ha proseguito il suo percorso nel circuito festivaliero spostandosi più a nord nello stivale per prendere parte alla 73esima edizione del Trento Film Festival. Ed è alla kermesse trentina, dove in occasione dell’anniversario degli ottant’anni dalla Liberazione è stato selezionato nella competizione internazionale come unico film dedicato a questo tema, che abbiamo potuto vedere il mediometraggio del regista bolognese.
La pellicola di Masi riavvolge le lancette sino all’estate del 1944, quando durante i 45 giorni della Repubblica partigiana di Montefiorino si combatte una guerra civile. Nelle montagne tra Emilia e Toscana avviene il controverso episodio di cui è protagonista il gruppo di Nello Pini, colpevole di avere ucciso senza processo un gruppo di miliziani fascisti che si erano arresi. Paura dell’alba è un racconto nel silenzio degli alti crinali dell’Appennino, formalmente ibrido tra astrazione e urgenza memoriale di un frangente delicato in cui prende forma l’identità della Repubblica Italiana.
Scritto a quattro mani con Pier Giorgio Ardeni, Paura dell’alba si caratterizza per la scelta di parlare di un argomento innumerevoli volte affrontato come la Resistenza ma con un taglio che ha pochi precedenti cinematografici: rappresentando cioè il dramma della guerra civile. Ed è qui il suo valore, la sua ragione di essere e il principale motivo d’interesse nei suoi confronti. L’opera, ispirandosi a fatti realmente accaduti, isola alcuni di essi, trasformandoli nel tessuto narrativo di un racconto duro e spietato animato da battaglie e sacrifici di forte impatto e realismo (vedi le scene delle fucilazioni), al quale fanno da contrappunto immagini poetiche e intense. Da questi due estremi scaturisce un flusso emotivo continuo e cangiante che fa riemergere dalle ceneri del tempo i sentimenti e le motivazioni contrastanti dei tragici eventi rievocati. A fare da cornice e scenario vivo della narrazione il paesaggio appenninico e le terre aspre a ridosso della Linea Gotica, con la sua durezza e il suo silenzio assordante.
Masi è abile nel fondere ricostruzione storica e narrazione cinematografica per offrire uno sguardo autentico sulla drammatica complessità della Resistenza. Lo fa con un film che si avvale di un linguaggio che alterna sequenze girate, testimonianza e footage. Tra storia e racconto prende forma e sostanza audiovisiva un’opera che mescola senza soluzione di continuità sequenze di fiction girate in pellicola 35mm e 16mm e incasellate nel 4:3 con materiali d’archivio (accuratamente selezionate da vari Istituti Storici) e scene performative realizzate in studio che hanno le sembianze di reading teatrali. Quest’ultimi a conti fatti sono quelli che convincono di meno tra le soluzioni scelte dagli autori per completare il mosaico drammaturgico, poiché in termine di resa e di contenuti non raggiungono i livelli dei restanti tasselli. Insistere sul mix di ricostruzioni di fiction e archivi per quanto ci riguarda avrebbe alzato ulteriormente l’asticella.
Tuttavia, scrittura prima e montaggio poi fanno in modo che elementi così disparati coesistano sulla timeline con equilibrio e senza che l’uno fagociti o prenda il sopravvento sugli altri. La forza di Paura dell’alba sta proprio nella solidità strutturale di un’architettura narrativa e drammaturgica capace di tenere insieme le suddette componenti, anche grazie all’orchestrazione del regista, deiquadri visivamente impattanti firmati da Thomas Rigoni che eccellono dal punto di vista fotografico (vedi i rallenti sotto la cascata o i potentissimi primi piani)e all’efficace contributo davanti la macchina da presa di un gruppo di giovani attori chiamati a fare a meno delle parole e a lavorare solo con gli sguardi, i gesti, i corpi e i lunghi silenzi assordanti squarciati dal rumore dei proiettili esplosi.

Francesco Del Grosso

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