Nausicaä della Valle del Vento

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9.0 Awesome
  • VOTO 9

Dove tutto ebbe inizio

Trent’anni (+1) e non sentirli. Concepito appena prima che lo Studio Ghibli nascesse, considerato pertanto vicino a un atto di fondazione, per ciò che concerne l’ormai leggendaria fucina dell’animazione nipponica, Nausicaä della Valle del Vento è un capolavoro assoluto in cui le principali qualità di Hayao Miyazaki vi si ritrovavano già perfettamente sintetizzate. Un sincero afflato umanista. La straordinaria valenza ritmica di quella narrazione, capace (letteralmente) di spiccare il volo. Quel taglio così personale dato al disegno dei protagonisti umani, dei veicoli da loro utilizzati e delle straordinarie creature che li circondano. Il brivido dell’avventura. Ampi spazi di riflessione sul difficile dialogo tra Natura e Uomo, o meglio, umanità resa schiava dalla tecnologia. C’è questo e tanto altro ancora in un lungometraggio così seminale, profondo, che dai tempi della sua realizzazione fino ad oggi è rimasto tra i preferiti di quel pubblico, che la poetica del cineasta giapponese pare averla assimilata fino a renderla parte di sé.

E allora perché non approfittare del fatto che dal 5 al 7 ottobre, grazie alla Lucky Red, un simile “cult movie” sarà finalmente visibile sul grande schermo, corredato di un nuovo doppiaggio italiano? Più che una recensione, il nostro sta diventando un invito. Sempre più esplicito. Tale invito, poi, può considerarsi rivolto tanto a chi il film lo conosce già, ma vuole gustarselo nuovamente su uno schermo cinematografico, che a coloro i quali ne hanno sentito parlare parecchio, senza però avere la possibilità di confrontarsi direttamente con questa storia dai contorni favolistici e a tratti angoscianti.
Cominciamo infatti col dire che la deliziosa e indomita principessa di cui si seguono le avventure, Nausicaä, vive in futuro post-apocalittico che ha visto gran parte del pianeta risucchiato da un devastante fenomeno ambientale, qui ribattezzato “mar marcio”: una specie di foresta tossica la cui aria è letale per l’uomo ma non per quegli insetti, talora giganteschi come gli Ohm, che se stuzzicati nel loro mefitico ambiente possono diventare incredibilmente pericolosi.
Eppure ci sono occhi che sanno guardare oltre quello sfacelo. C’è un cuore che sa persino palpitare all’unisono con le spaventose creature, mostrando un’empatia che da loro verrà poi ricambiata. E questo cuore appartiene proprio a Nausicaä. Il territorio su cui regna il padre della ragazza, la Valle del Vento, oltre a essere tra le poche nazioni non ancora trascinate in rovina dalla catastrofe planetaria, si distingue per il tentativo di condurre una vita pacifica e in armonia con un habitat, già in parte compromesso dalle scelleratezze del passato. Venti di guerra però incombono. Un po’ come per la dispotica e tecnologicamente avanzata Indastria descritta in quella precedente, entusiasmante serie animata che si intitolava Conan il ragazzo del futuro, è per le mire di conquista e le tenebrose macchine volanti di Tolmechia, altro stato aggressore, che lo sguardo di Miyazaki si dimostra preoccupato, parteggiando ovviamente per l’idilliaca Valle del Vento e per la sua coraggiosa principessa, che dovrà affrontare molteplici pericoli allo scopo di sventare la minaccia e ripristinare un equilibrio…

L’enorme rispetto per l’ambiente, un affetto costante rivolto a personaggi giovanissimi e dall’animo puro, la fascinazione del volo, il talento da vero narratore e una indiscutibile capacità di affrescare universi cinematografici dall’appeal inconfondibile sono pregi notevoli, che ci fanno anche riflettere su come questo autentico gioiello dell’animazione giapponese non abbia perso nulla, dal 1984 a oggi, della sua intrinseca e trascinante energia.

Stefano Coccia

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