L’incredibile storia della signora del terzo piano

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7.5 Awesome
  • VOTO 7.5

L’incredibile Russinova

Nel corso della rassegna Un affare di donne, promossa dal Nuovo Cinema Aquila e dedicata al cinema indipendente italiano diretto o prodotto da cineaste, il 24 luglio è stato proiettato l’unico film non documentaristico della rassegna stessa, L’incredibile storia della signora del terzo piano, commedia noir di Isabel Russinova e Rodolfo Martinelli, presenti in sala. Della Russinova avevamo visto, alla 38a edizione del Fantafestival, il poetico cortometraggio Là dove continua il mare, che già favorevolmente ci aveva colpito; il lungometraggio qui presentato conferma l’impressione da quello suscitata, superandola.

Racconto surreale e neorealista scritto dalla stessa Russinova, L’incredibile storia della signora del terzo piano è una metafora della vita odierna, presentata però in chiave ironica e fumettistica (notevoli in tal senso anche i titoli di coda). I personaggi sono tipizzati già dal nome scelto a descrivere mondi diversi che si incontrano e si scontrano in un minuetto senza sbavature; oltre alla protagonista Mara, una Russinova inedita ed accattivante, e ai suoi diretti compagni e colleghi di casa di lavoro e di letto Alexia e Gianni, troviamo infatti il Principe, Lyuba, il Ceceno, Mezzanota, Viperetta, Cicci, macchiette di criminali comuni operanti nel sottobosco cittadino, scelte tra gli emarginati, i perdenti, i diversi.

L’incipit in un famoso teatro romano fuorvia lo spettatore; è qui che lavora Mara come aiutante tuttofare e trovarobe, questo l’ambiente frequentato dalla nostra protagonista, dalla sua coinquilina Alexia (che definirla amica sarebbe un paradosso) e da Gianni, amante prima dell’una ed ora dell’altra, entrambi superficiali e vuoti come i luoghi comuni nazionali descrivono attori ed affini, ma questa non è una storia di teatro od arte ma piuttosto la descrizione di una società spietata dove sentirsi fuori posto è la norma per le anime belle. Mara è una donna bella che mortifica la sua avvenenza, prigioniera in una vita che non la descrive intimamente e non la rende felice; un equivoco porterà nella sua casa e nella sua vita lo scompiglio, sotto forma di incapaci ladri con alle spalle storie ordinarie, che causeranno un effetto domino nella storia con uno sviluppo sempre più surreale e fumettistico. Nell’arco di 24 ore la vita conosciuta dai protagonisti avrà fine; morte, sconfitta, cambiamento, mostreranno le carte e vinceranno la partita. Ognuno evaderà dalla prigione della propria vita nel modo a lui più congeniale. Il finale ironico mostra una sorta di cameo in forma di libro dal titolo del fim che segna la rinascita di Mara come donna e come essere umano che si è riappropriato della sua vera essenza.

Michela Aloisi

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