Lucio Corsi in concerto nell’Abbazia di San Galgano
Noto al grande pubblico per la partecipazione al 75° Festival di Sanremo, dove si è classificato secondo ed ha vinto il Premio della Critica “Mia Martini” con Volevo essere un duro, il cantautore Lucio Corsi ha iniziato la sua carriera giovanissimo, tra il 2011 ed il 2012, prima con la sua band in Toscana e poi, trasferitosi a Milano, da solista. Alla 20esima edizione della Festa del Cinema di Roma ha presentato “La chitarra nella roccia – Lucio Corsi dal vivo all’Abbazia di San Galgano”, film concerto diretto dall’amico fraterno e collaboratore storico Tommaso Ottomano e prodotto da Sugar, girato nella suggestiva Abbazia cistercense di Chiusdino (Siena).
Un sogno lungo più di dieci anni: tanto il tempo che ci è voluto a Corsi e Ottomano per realizzare questo concerto tra le rovine dell’abbazia, girato interamente su pellicola 16mm, old style, per catturare l’autenticità delle immagini e dare forza al potere viscerale del live. Il risultato è semplicemente magico. Su un palco a due piani, sedici musicisti con i loro strumenti accompagnano Lucio Corsi per quasi un’ora e mezza di musica, mentre Corsi canta, suona il piano e l’armonica, scompare dietro una tenda in una sorta di camerino on stage per cambiarsi più volte d’abito. Un artista che è stato paragonato, proprio per il suo trasformismo, a David Bowie e Renato Zero, ma i cui testi, la cui musica, rimandano piuttosto a quello che è uno dei suoi idoli, il grande Ivan Graziani.
Le rovine dell’Abbazia di San Galgano, incastonata tra le colline toscane, fanno da cornice ad un live unico, intimo ed emozionante; nonostante la mancanza di un tetto, che avrebbe consentito una facile via di fuga nel cielo, il suono arriva insieme delicato e potente, per il pubblico presente al concerto e per chi lo ha seguito ora, su una comoda poltrona del Teatro Olimpico, in versione film concerto ben girato da Tommaso Ottomano. Un’esperienza unica per chi vi ha suonato e per chi vi ha assistito; la musica che riempie ogni angolo di un posto magico, sospeso tra memoria e leggenda, per un live di circa 85 minuti che esprime l’essenza più pura di un artista originale ed unico qual è Lucio Corsi. Protagonisti, Corsi e la sua Band: altri quindici musicisti, tra cui una sezione di quattro fiati, le chitarre, un percussionista, due coriste ed il fotografo Francis Delacroix, oltre allo stesso Ottomano, per un’ora e mezza di musica che ripercorre l’intera carriera del cantautore e lascia un’emozione dentro al cuore.
Michela Aloisi









