Il ragazzo della porta accanto

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4.0 Awesome
  • voto 4

Trash & Milf

Ci sono film che spesso riescono nell’intento opposto rispetto a quello che si erano prefissato. Lo fanno in modo involontario, quasi inconsapevolmente. Il ragazzo della porta accanto ne è un valido esempio. Ti siedi sulla poltrona pensando di vedere un torbido thriller dalle fosche tinte erotiche e, invece, ti ritrovi a ridere tutto il tempo sotto una pioggia di dialoghi improponibili e situazioni trash a go-go. Rob Cohen tenta di dirigere una sempre “generosa” Jennifer Lopez insieme a Ryan Guzman in quello che inizialmente parrebbe essere una variazione sul tema Attrazione fatale spostata sul versante maschile, con il bel giovane nei panni del “pazzo”. Il risultato però è un clamoroso deragliamento nel territorio della parodia da B movie.
Trascinato esclusivamente dalla carica erotica di J. Lo, il film racconta la storia di un’ossessione carnale: lui (Guzman) è il vicino di casa ventenne che fa amicizia con il figlio della procace cantante (qui professoressa quarantenne uscita da un divorzio) la quale ne subisce il corteggiamento serrato e infine cede alle lusinghe portandoselo a letto. “Ma che errore!” pensa la nostra milf appena un attimo dopo, decidendo di chiarire subito la situazione e di non proseguire oltre. Il ragazzo, però, non solo non ci sta, ma essendo anche uno psicopatico stalker inizia a ossessionare la vita della nostra indifesa professoressa, colpevole di essere andata con un ragazzo dell’età di suo figlio.
Da qui in poi il film è un continuo inanellarsi di situazioni al limite del paradosso e che travalicano ogni briciolo di logicità, il tutto condito da una sceneggiatura imbarazzante, impreziosita da dialoghi e frasi che sfiorano involontariamente l’epicità esilarante. La tensione che Rob Cohen tenta di instillare in chi assiste a questo spettacolo è pressoché pari a zero, tra momenti improbabili (lo stalker che legge Omero per calmarsi) personaggi che entrano ed escono dalla trama senza nessun nesso e momenti hard che latitano, fatta esclusione della scena dove i due vanno a letto, unico vero frangente che in qualche modo può giustificare l’inaspettato successo al botteghino di un film che, costato “solo” 4 milioni di dollari, ne ha già racimolati 50 in giro per il mondo. Se l’aspetto trash e surreale della pellicola si perpetra per buona parte della sua durata, una menzione d’onore spetta al finale, dove la catarsi si carica addirittura di venature splatter, regalandoci uno scontro finale gore da slasher movie di quarta categoria.
Ci sono dei film talmente sconclusionati e fuori bersaglio che talvolta diventano veri e propri “scult”, pellicole talmente brutte da risultare in qualche maniera “belle” proprio grazie ai loro aspetti negativi: Il ragazzo della porta accanto potrebbe rientrare di gran diritto in questa speciale categoria. Non rimane che attendere i prossimi Razzie Awards per averne conferma.

Giacomo Perruzza

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