Home Festival Altri festival Clear Nights

Clear Nights

301
0
VOTO: 6,5

La luce in fondo al tunnel

Che il Festival del Cinema Europeo fosse una vetrina molto apprezzata da registi, distributori e produttori del Vecchio Continente, non lo scopriamo di certo oggi. Sono l’elevato livello di gradimento espresso negli anni dagli addetti ai lavori, gli standard offerti, le competenze messe in campo e la lunga storia alle spalle a certificare le indubbie qualità della manifestazione. Saranno state probabilmente queste a guidare Paulo Filipe Monteiro nella scelta di presentare in anteprima mondiale proprio a Lecce, nel concorso della 25esima edizione della kermesse salentina, il suo secondo lungometraggio dal titolo Clear Nights.
La pellicola racconta la storia di un fratello e una sorella, in una fase della vita in cui entrambi riscoprono sé stessi, affrontano i propri demoni e attraversano una profonda trasformazione interiore. Lidia fatica a gestire il figlio appena nato, non riesce a far fronte alle aspettative, non riconosce più il suo corpo e decide così di allontanarsi da casa e dal suo compagno. Suo fratello Lauro lavora in un’agenzia di pompe funebri. Divorziato e con un figlio, si confronta con la consapevolezza e l’accettazione della sua bisessualità. Sebbene i fratelli si vedano raramente, le sfide condivise li avvicinano in un percorso di riscoperta e metamorfosi interiore.
Il regista portoghese, autore anche dello script, delinea prima e disegna poi le traiettorie fatte di continui sali e scendi di questo duplice percorso di rinascita e lo fa con un film decisamente più minimalista dal punto di vista narrativo e drammaturgico rispetto al precedente Zeus, mantenendo però un ampio respiro che consente alla fruizione di essere un’esperienza audiovisiva immersiva, oltre che emozionale. Queste sono il carburante che alimenta il motore di un’opera che si concentra molto sui personaggi e sulla loro psicologia, portando sullo schermo delle storie intime e personali che riflettono stati d’animo, dinamiche e tematiche universali e di interesse comune. Da una parte si parla di depressione post-partum, un nemico silenzioso che colpisce non solo le madri ma anche i loro partner. Dall’altra si approfondiscono problematiche di genere e del loro effetto su quelle persone, che per vivere felici hanno bisogno di creare le condizioni e trovare il coraggio per superare i giudizi e lo stigma sociale. Argomentazioni, queste, che Monteiro tratta in maniera mai superficiale e scontata, tant’è vero che non si limita alle parole, ma si appoggia anche ai movimenti del corpo e alla danza per comunicare ciò che provano i protagonisti. Soluzione per nulla semplice da mettere in pratica, ma che in Clear Nights trova il suo motivo di essere e di concretizzarsi attraverso scene evocative in grado di comunicare il magma incandescente di emozioni cangianti e di contenuti rilevanti della quale il film si è voluto fare carico. E il contributo degli interpreti Beatriz Godinho, Duarte Melo e Romeu Runa è stato determinante in tal senso in quanto veicolo per trasmettere messaggi, emozioni e intenzioni dell’autore.

Francesco Del Grosso

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

tre × 5 =