Burying the Ex

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5.0 Awesome
  • voto 5

Dalla tomba con amore… quando la fidanzata vegana non vuole diventare “ex”

Se la seppellisci lei tornerà… Mai giocare con i sentimenti di una donna. Soprattutto se è incostan-te-mente nevrotica, vegana estremista, superficiale ecologista, blogger egocentrica, divoratrice di tofu e… budella. Burying the Ex, esule trash zombie comedy targata Joe Dante, maestro di genere, discontinuo babbo della strafottente saga dei travolgenti affamati gremlins. Presentata alla Mostra di Venezia nel 2014, è tornata in solitaria anteprima presso l’Isola del Cinema di Roma a luglio 2016 nell’ambito del Fantafestival 2016.
Dopo gli zombie in salsa janeaustenianana, dopo i teen warm bodies shakespeariani, una storia d’amore travagliata da una maledizione e da una ex che non vuole saperne di…morire. Perché non basterà l’acrilico n.9 perduto nella borsetta della mitica Meryl Streep immortale e deteriorata star del capo-lavoro esilarante di Robert Zemeckis, a restaurare il corpo altero palestrato quanto tumefatto della mai troppo dolce co-protagonista di questo cinefilo pop-corn movie che cita senza soluzione di continuità Romero, Argento, Bava, ma anche molti caratteri prodotti dalla tv, tra i quali i femminini letali della Trilogia del terrore diretta da Dan Curtis.
Max fa il commesso in un emporio di Halloween e vorrebbe aprire un negozio horror tutto suo. La sua compagna, Evelyn, ossessionata dall’etica green, e tarata da un ambientalismo nozionistico e superficiale, dimentica con egoismo la generosità vera dell’amore, imponendo arcigna a Max uno stile di vita che lo porta ad allontanarsi dal fratellastro pasticcione, goliardico e sessuomane ma sincero, e che lo conduce a vivere in una casa che presto diventa la piccola copia di un museo del riciclaggio, tra tappeti in fibra non calpestabile e pappette, al tofu. Quando Max decide di lasciare Evelyn, un autobus la investe violentemente mentre la donna si reca all’(ultimo)appuntamento. Tuttavia un dispettoso incantesimo attivato da una statuetta malefica che Max rompe per sbaglio in negozio, riporta Evelyne al mondo reale, morta vivente arrapata e decisa a perseguire la sua never ending love story con “il boy-friend migliore della storia”. Come potrà cavarsela Max, ora innamora-to della formosa cinefila gelataia dai gusti gore, Olivia?
Antieroi simpatici e tagliati con la proverbiale accetta, botte (e risposte) spesso ironiche e un’infilata di déjà vu cinematografici in ogni arredo, espressione, macchia del film, che si coagula di scena in scena nel confermare i più triti quanto necessari stereotipi (amore maledetto e immortale, villains ambigui, cannibalismo zombie, resurrezioni omicide, cimiteri spettrali, nere tanto improbabili quanto salvifici etc), confezionando un’opera obsoleta ma lieve…quanto uno slogan ecologista spammato nel mare magnum e poco “eco” del web… Ma lo sappiamo, gli zombie ritornano…

Sarah Panatta

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