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Amarena

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VOTO: 7

Anatomia di una coppia

Cosa ci spinge ad amare l’altro? Quello che ci somiglia, o l’incastro perfetto delle nostre differenze? A questa domanda ha provato a dare una risposta e una rappresentazione filmica Sabrina Iannucci con e nel suo nuovo cortometraggio dal titolo Amarena, presentato all’ottava edizione del Saturnia Film Festival nella neonata sezione “Sguardi di donne”.
Per farlo la regista romana ci porta al seguito di Claudia e Paolo, le due parti di una coppia a un passo dal matrimonio che nonostante caratteri così diversi trovano sempre la sintonia giusta per volersi bene. Lei fa l’architetto, lui l’infermiere di notte. Ogni mattina dopo il turno di lui e prima che lei vada a lavorare si incontrano ad un bar, l’Amarena del titolo, per fare colazione e raccontarsi sogni e vicende di quella notte. Quando il cameriere del loro bar di fiducia, Thomas, rimane in coma con un’accusa di omicidio, il rapporto tra i due comincia a incrinarsi. Hanno opinioni diverse sull’accaduto e nasce una discussione.
Ma quella che si consuma nel tempo di una colazione non è la storia della fine di un rapporto, ma la fotografia di un momento, preciso, in cui comincia ad incrinarsi qualcosa, si disallineano delle convergenze, eppure tutto è ancora possibile, salvarsi o perdersi per sempre. Ed è in questo momento di stallo che fa da spartiacque tra un possibile epilogo e la ripresa del cammino che prende forma e sostanza uno scontro che, data la location (anche in questo caso un bar), i protagonisti e i contenuti, riporta la mente, con le giuste distanze del caso, all’acceso scambio dialettico iniziale di The Social Network, nel quale la coppia di turno si lancia bordate a vicenda che fanno salire sempre di più la temperatura fino a farla implodere una volta raggiunto il punto di ebollizione.
Da questa situazione nasce quella scintilla che appicca un “incendio” alimentato da una disputa verbale che la scrittura e le interpretazioni di Giovanni Anzaldo e Cecilia Bertozzi rendono davvero incandescente per la verità e la naturalezza che sono capaci di sprigionare in un battito di ciglia. Tutto si regge proprio sulla tensione crescente che i dialoghi, le note della colonna sonora di Alessandro De Rosa e le intense performance degli attori portano sullo schermo, trasformando lo spettatore e la macchina da presa nei testimoni oculari di un processo alle opinioni. Processo che ad Amarena serve per provare a intavolare un banco di prova per mettere in discussione le dinamiche di potere e le rappresentazioni tradizionali della donna, ma anche una riflessione più ampia sul rapporto tra i generi nelle relazioni e sulle possibilità di costruire connessioni rispettose e prive di pregiudizi. E nel suo piccolo, con i mezzi messi a disposizione dall’arco narrativo breve di uno short, la Iannucci, con la complicità dell’autrice dello script Anita Della Cioppa, vi riesce con la giusta dose di convinzione e senza imboccare facili e superficiali scappatoie, andando diritta al punto senza tergiversare con giri di parole.

Francesco Del Grosso

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