Ieri, oggi e per sempre
Prima dell’uscita nelle sale dal 22 al 24 giugno 2026 con Fandango, Vittorio De Sica – La vita in scena, il documentario che Francesco Zippel ha realizzato sulla figura del celebre e pluridecorato attore e regista ciociaro, ha avuto l’onore di aprire la seconda edizione del Milano Film Fest dopo avere rappresentare la cinematografia nostrana come unico titolo battente bandiera tricolore al 79° Festival di Cannes.
Quello firmato dal regista e produttore capitolino è un nuovo ritratto che va ad aggiungersi a una sua personale galleria dedicata a grandi esponenti della Settima Arte, vere e proprie monografie con le quali si è avventurato nella vita e nel percorso artistico di figure quali Nicholas Ray, William Friedkin, Federico Fellini, Oscar Micheaux, Sergio Leone e Gian Maria Volonté. Il ché ne ha fatto un esperto del filone in questione, un po’ come prima di lui è stato quell’archivio vivente del compianto Mario Canale (spesso in co-regia con Annarosa Morri), e per questo principale indiziato per farsi carico dell’onore e dell’onere di rendere omaggio a un patrimonio del cinema mondiale, un artista di enorme ispirazione per generazioni intere di registi e attori di ogni latitudine. Raccontare De Sica significa infatti confrontarsi con una figura centrale della storia del cinema e non solo. Zippel dal canto suo, grazie alle esperienze maturate in passato nel campo monografico, non sembra avere risentito minimamente del peso della responsabilità che il raccontare un profilo così importante può comportare. Al contrario porta a termine la mission senza particolari sforzi, consegnando al pubblico un documentario semplice, lineare e classico nella confezione, che assolve al compito per il quale è stato voluto e concepito, ossia rendere un doveroso omaggio a una figura che a distanza di più di cinquanta anni dalla sua scomparsa, continua a illuminare e a ispirare chi oggi il cinema prova a farlo.
In Vittorio De Sica – La vita in scena, l’autore mantiene il medesimo approccio e segue le stesse linee guida adottate nelle precedenti biografie, mescolando senza soluzione di continuità la sfera pubblica con quella privata mediante il palleggio insistito tra la dimensione più intima e quella professionale. Quanto basta per “dipingere” sulla tela del grande schermo un biopic a 360° che cerca e trova un equilibrio tra le due parti per dare forma e sostanza audiovisiva a un viaggio fisico ed emozionale alla scoperta dell’uomo, dell’artista e della sorprendente modernità di uno sguardo la cui vitalità continua ancora oggi a illuminare il cinema e il nostro modo di osservare il mondo.
Nell’operazione si costruisce il tributo al protagonista sulla disponibilità dei discendenti, per la prima volta riuniti a creare un coro, ai quali si va ad aggiungere un parterre de rois di nomi celebri che si sono uniti al progetto per rendere omaggio all’opera di De Sica alla quale, ciascuno a proprio modo ha attinto e si è ispirato. Ecco allora che al fianco dei figli/e e dei nipoti vari tra le illustre presenze che coinvolte troviamo le preziose testimonianze di Wes Anderson (qui anche nelle vesti di produttore esecutivo), Isabella Rossellini, Ruben Östlund, Jean-Pierre Dardenne & Luc Dardenne, Francis Ford Coppola, Carlo Verdone, Nicola Piovani, Dominique Sanda, Asghar Farhadi e Andrej Zvjagincev.
Il tutto avviene attraverso un modus operandi e una struttura ormai ampiamente collaudati, che in anni addietro hanno consentito e fatto da basi tecniche e narrative a progetti analoghi: da The Rossellinis a Ritratto di mio padre, passando per Negli occhi e L’uomo con la bocca storta.In tal senso, Zippel non si avvale di soluzioni originali ed escamotage che rubano l’occhio e lo diversifichino, ma di formule che abbiamo avuto già modo di vedere in altre occasioni, a cominciare dalla fusione e dall’interazione tra interviste nel presente e immagini, clip e filmati inediti del passato, compresi estratti dei capolavori di De Sica. Per non parlare dell’impianto all’interno della timeline di sequenze animate sullo stile dei film di Sylvain Chomet realizzate ad hoc dalla Movimenti Production che servono al racconto per visualizzare episodi e momenti chiave dell’esistenza del protagonista.
Francesco Del Grosso









