Home Festival Cannes Festival di Cannes 2026: presentazione

Festival di Cannes 2026: presentazione

2
0
Screenshot

A secco d’Italia

Dal 2007: imitando alcuni ristoranti che indicano nella propria insegna l’anno di fondazione, così dovrebbe scrivere il Delegato Generale Thierry Frémaux, che è alla guida salda del più importante festival cinematografico mondiale appunto dal 2007. Il ché tradotto significa diciannove anni di direzione su settantanove edizioni della prestigiosa manifestazione nella cittadina della Costa Azzurra, che sta per aprire i battenti.
Dal 12 al 23 maggio 2026 le grandi sale del Palais sulla Croisette, unitamente ad altre nella città tra le quali il nuovo polo del Cineum, vedranno scorrere le proiezioni della kermesse e le esibizioni glamour dei divi nei vari red carpet. Sono 22 i titoli nella competizione principale che si contenderanno l’ambita Palma d’Oro. Si conferma il trend delle ultime edizioni che fa sfilare autori giovani e relativamente emergenti accanto a nomi festivalieri consolidati e alle vecchie glorie come Almodovar che presenta Amarga Navidad. In questo la commistione Cannes si rivela assai più lungimirante della veneziana. Tra i peana dei nostri giornalisti, il cinema italiano è del tutto assente, e non solo in concorso. Ma anche Hollywood non ride. Solo due film a stelle e strisce, ovvero The Man I Love di Ira Sachs e Paper Tiger di James Gray. Ben rappresentato il cinema giapponese con tre dei suoi autori di punta, dall’ormai veterano Hirokazu Kore’eda che approda alla fantascienza con Sheep in the Box (Hako no naka no hitsuji), ai relativamente nuovi talenti Ryūsuke Hamaguchi con All of a Sudden (Kyū ni guai ga waruku naru) e Kōji Fukada con Nagi Diary. In concorso anche il sudcoreano Hope, regia di Na Hong-jin, autore poco prolifico che si è fatto notare con The Chaser, il film definitivo sui serial killer, presentato proprio a Cannes quasi vent’anni fa come midnight movie. Grande attesa poi per Cristian Mungiu, autore di punta del nuovo cinema rumeno che proprio con la sua Palma d’Oro nel 2007 con 4 mesi, 3 settimane, 2 giorni, si era fatto conoscere nel mondo. Ora presenta il film, Fjord. Riflettori anche su Asghar Farhadi, qui al suo secondo film francese, Histoires parallèles, remake della sesta parte («Non commettere atti impuri») del Decalogo. E da notare anche il film El ser querido del regista spagnolo a suo agio con il genere Rodrigo Sorogoyen.
Fuori concorso degni di nota sono Diamond di Andy García, Her Private Hell di Nicolas Winding Refn, L’Objet du délit di Agnès Jaoui e il film d’apertura La Vénus électrique di Pierre Salvadori. Poi c’è la nuova sezione di Cannes Premiere dove suscitano interesse l’ultima opera di Volker Schlöndorff, Heimsuchung, che corona una filmografia di sessant’anni; un film di un altro autore giapponese tra i più amati, ovvero Kiyoshi Kurosawa con Black Dungeon Castle (Kokurōjō), e poi i francesi Mariage au goût d’orange di Christophe Honoré e La Troisième Nuit di Daniel Auteuil, nonché Volo notturno per Los Angeles che vede John Travolta dietro la macchina da presa. Tra le proiezioni speciali alcuni documentari che suscitano curiosità come Avedon di Ron Howard e John Lennon: The Last Interview di Steven Soderbergh.
Ancora le proiezioni di mezzanotte vedono il folle Quentin Dupieux con Full Phil e Bertrand Mandico con Roma elastica. Da seguire anche Un Certain Regard, con 19 titoli, e la parallela Quinzaine des Cinéastes che ha strappato alla Cannes più mainstream, opere importanti come Les roches rouges di Bruno Dumont, La libertad doble di Lisandro Alonso e Le journal d’une femme de chambreby del grande autore rumeno Radu Jude.

Giampiero Raganelli

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

due × cinque =