La versione definitiva della vendetta
E’ imminente l’arrivo sul grande schermo di Kill Bill: The Whole Bloody Affair , l’opera omnia di Quentin Tarantino a cui non è mai andata giù la scissione forzata in due parti, voluta dai produttori nel 2003. A distanza di più di vent’anni, quindi esce nelle sale dal prossimo 28 maggio fino al 3 giugno, la versione definitiva (281 minuti) come il regista l’aveva concepita in origine.
Un evento imperdibile per tutti i cinefili, un’immersione totale in un flusso di adrenalina e immagini che omaggiano la settima arte senza cliffhanger o brusche interruzioni. Il regista aveva realizzato il film per essere proiettato integralmente e questa riedizione permette infatti di godere di scene mai viste prima, e di combattimenti più lunghi, compreso l’anime più esteso e lo scontro con gli 88 folli, che in questa versione inoltre è interamente a colori, mentre in Kill Bill: Volume 1 era in bianco e nero. Il flusso narrativo è energia pura che avvolge lo spettatore in un tripudio di colori saturi che deflagrano in schizzi di sangue, divenuti ormai l’iconica firma di Quentin Tarantino.
La percezione del film diviene più netta, grazie al montaggio che fonde i due capitoli, cambia il ritmo, e la prospettiva palesa una prima parte dedicata alla furia cieca, quasi animalesca, in un crescendo di violenza e desiderio di vendetta, mentre nella seconda metà ci sono approfondimenti sulla figura di Beatrix Kiddo, ovvero La Sposa, incarnata da Uma Thurman. L’addestramento da Pai Mei, alias Gordon Liu, il leggendario maestro di arti marziali, ne fortifica il corpo e soprattutto la mente. Ciò sarà scaturigine di una parte dedicata anche alla riflessione, deflagrante poi in un finale destinato alla resa dei conti. Tutto questo si traduce in un’esperienza in sala immersiva, e le oltre 4 ore e mezza di visione trasudano di un’epica memorabile, che esalta ancor di più lo stile unico di Quentin Tarantino. La sua capacità di mischiare più generi, dallo spaghetti western alle arti marziali e per finire poi con gli anime, fanno del suo repertorio visivo già parte della Storia del Cinema. Memorabile anche il cielo rosso porpora, dalla connotazione drammatica e apocalittica, visibile dalla cabina di pilotaggio durante il volo di Beatrix Kiddo (La Sposa), in rotta per Tokyo, che omaggia il colore iconico del film Terrore nello spazio del maestro Mario Bava, che si aggiunge ai tanti omaggi al cinema di genere. Complice anche l’uso di una colonna sonora che riprende temi famosi di Ennio Morricone, da celebri spaghetti western, e per Quincy Jones con il brano Ironside del kung fu movie Cinque dita di violenza di Chang Cheh.
Il lungometraggio ha una protagonista divenuta icona assoluta nell’immaginario collettivo, anche nota come La Sposa, che ha il volto angelico di Uma Thurman, che nelle sequenze gore indossa la leggendaria tuta gialla con la banda nera, omaggio al mitico Bruce Lee. E indimenticabile anche la scena dell’incontro tra lei e Bill, portato in scena dal carismatico David Carradine, ove traspare evidente l’amore che nutre ancora per Beatrix, nel giorno delle sue nozze con Tommy, mentre lei cerca di nascondere il piacere di rivederlo, perché forse ancora lo ama, ma al tempo stesso lo teme. Significativa a tal proposito anche la figura di Budd, interpretato da un immenso Michael Madsen, mai compianto abbastanza, che nel film è il fratello di Bill e porta avanti la vendetta sentimentale contro Beatrix, rea di aver spezzato il cuore al suo congiunto.
E come recita lo stesso Bill sulle note di Tramonto di Ennio Morricone, da Il buono, il brutto, il cattivo, «Io sono un killer, un assassino, un bastardo», spiegando così come spezzare il cuore a un assassino sanguinario ha sempre conseguenze letali. Si assiste quindi alla trasformazione della Sposa, da vittima a mortale macchina da guerra, portatrice di vendetta a colpi di katana, contro “I quattro assassini della squadra spietata”:O-Ren Ishii, Elle Driver, Vernita Green e Budd, ovvero Lucy Liu, Daryl Hannah, Vivica A. Fox e Michael Madsen. Il tutto condensato nel rendez vous finale con Bill, in cui Beatrix Kiddo rivela in pratica l’insegnamento segreto di Pai Mei, circa la leggendaria tecnica dell’esplosione del cuore con cinque dita. Sottolineando, in modo allegorico, la linea sentimentale che li ha sempre uniti.
La riedizione di Kill Bill: The Whole Bloody Affair rappresenta un’occasione unica per gli appassionati, per riscoprirlo nella sua naturale versione, ma anche per i neofiti è una possibilità imperdibile, per godere di questo capolavoro per la prima volta sul grande schermo. Un’opera che valorizza enormemente il lavoro originale di Quentin Tarantino, superando i tagli, le censure e le imposizioni dei produttori del 2003. E occhio, è d’uopo restare fino alla conclusione dei titoli di coda per guardare il Il Capitolo perduto: La Vendetta di Yuki, girato con moderne tecniche d’animazione, che riguarda la sorella minore di Gogo Yubari, che dà la caccia a Beatrix Kiddo (La Sposa) .
Fabrizio Battisti









