Amore e realtà virtuale
Premio del pubblico Anello d’Argento al Concorso Internazionale Cortometraggi della XXIII edizione del Ravenna Nightmare Film Fest è l’inquietante e romantico First Sight di Andrew McGee, una storia di amore, perdita e realtà virtuale.
Quando amore e tecnologia si intrecciano, il risultato è imprevedibile; in First Sight, le conseguenze potrebbero essere finanche fatali. Luna, una giovane giornalista digitale, non riesce a dire addio al marito che ha perduto, usando la realtà virtuale (con speciali lenti a contatto) per sentirlo ancora vicino; finché decide di affidarsi all’app per un incontro con il bell’Antonio, l’intrigante Antony. Tutto sembra andare bene, quando le sue lenti la trascinano in un incubo senza apparente via di uscita. Luna dovrà scegliere se rimanere ancorata al passato e cedere al ricatto o andare avanti e ricominciare a vivere.
Avevamo già visto una app manipolare gli incontri al buio ne L’acquario di Gianluca Zonta, a Videocorto Nettuno; se lì ChatAIT consigliava ai protagonisti parole, gesti, comportamenti, rendendoli attori nella propria stessa vita, preferendo una conoscenza basata su risposte preconfezionate a quella reale, in First Sight Andrew McGee va decisamente oltre, mostrando un pericolo imprevisto nella dipendenza da realtà aumentata che metterà la protagonista a dura prova. In meno di venti minuti, il regista scava nell’animo di Luna, mettendo a nudo fragilità e senso di perdita: la necessità insita in ogni essere umano di non lasciar andare chi abbiamo amato tramite il ricordo, una fotografia, un video, che Luna, tramite app, rivive come fosse reale, ma anche il suo timido desiderio di andare avanti, che la porta verso un nuovo promettente incontro. Le premesse romantiche prenderanno però ben presto una svolta orrorifica, quando la tecnologia mostrerà il suo volto oscuro.
First Sight è un cortometraggio avvincente, intenso, inquietante, romantico, minaccioso, che intriga e scorre calmo e fluido come un fiume, mostrando allo spettatore uno sguardo sul futuro dietro l’angolo e mettendolo in guardia sui possibili pericoli di questa dipendenza tecnologica che sta prendendo il sopravvento sulle interazioni umane. Una sceneggiatura ben scritta e congegnata, di cui è autore lo stesso regista, valorizzata da una bella fotografia ed una colonna sonora avvolgente (composta da Will Fox, che ha collaborato con McGee anche in altre opere); ottima l’interpretazione della protagonista Ellise Chappell, che restituisce credibilmente il dolore, l’angoscia, la paura ed il senso di rinascita di Luna.
Michela Aloisi









