Twelve Thousand

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6.5 Awesome
  • VOTO 6.5

Chi non lavora non fa l’amore

Dopo aver perso un lavoro illegale in una ditta di autodemolizioni, ed essendo convinto che lui e Maroussia non riusciranno più ad amarsi, Frank parte per guadagnare quanto lei: dodicimila euro, quanto basta per tirare avanti per un anno. Né più né meno. Nel corso della sua odissea proletaria, Frank diventa l’eroe che sognava di essere, ma c’è un prezzo da pagare. Quale esso sia spetta alla visione di Twelve Thousand rivelarlo.

Noi l’abbiamo scoperto nel corso della 21esima edizione del Festival del Cinema Europeo di Lecce, laddove l’opera prima di Nadège Trebal, che oltre a dirigerla l’ha anche scritta e interpretata vestendo i panni della co-protagonista, si è aggiudicata l’Ulivo d’Oro per il miglior film del concorso lungometraggi. Un riconoscimento, questo, che ha messo d’accordo la giuria della kermesse pugliese, ma che non soddisfa noi, non per demeriti della pellicola in questione, bensì per quelli di altri titoli in gara che avrebbero per quanto ci riguarda meritato il gradino più alto del podio. Pazienza ce ne faremo una ragione.

D’accordo o no, il film ha comunque dei pregi che lo tengono a galla, a cominciare dalle perfomance davanti la macchina da presa della stessa Trebal e dal compagno di set Arieh Worthalter, che aiutano la scrittura quando questa barcolla e si lascia andare a qualche ghirigoro di troppo. Sono loro a calamitare l’attenzione dello spettatore, soprattutto quando dialogano, danzano e si scambiano effusioni, con tutta l’intensità, la libertà e la giocosità di un amore folle. Così facendo lo spettatore si lascia abbagliare e si appassiona alla loro relazione così fuori dagli schemi e dai risvolti imprevedibili. Ed è in quei momenti che l’opera offre il meglio di sé, per poi perdere la bussola quando esce dalla dimensione domestica e sentimentale per aprire l’ampia parentesi che li vede lontani, con Frank chiamato a raccattare lavoretti per portare a casa la pagnotta a km di distanza. Se le due parti avessero conservato la stessa carica e brio, probabilmente a conti fatti il nostro giudizio in pagella sarebbe stato più alto.

Francesco Del Grosso

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