The Umbrella Academy

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7.5 Awesome
  • voto 7.5

Una disfunzionale famiglia di supereroi

Tolstoj scrisse: “Tutte le famiglie felici si somigliano; ogni famiglia infelice è invece disgraziata a modo suo”. L’aforisma tolstojano descrive ottimamente la situazione dei protagonisti di The Umbrella Academy; i quali, come famiglia infelice, sono davvero unici.

Tratta da un fumetto Dark Horse la serie tv porta al suo centro una storia di abbandono ed abusi famigliari sulla quale si innesta una storia di supereroi. In quest’ottica il vero antagonista della storia diventa il personaggio di Sir Reginald Hargreeves (Colm Feore), padre adottivo dei giovani e capo della squadra. Anaffettivo, algido, manipolatorio, Sir Reginald incombe come una presenza fantasmatica, un convitato di pietra, sulle menti e le vite dei protagonisti. L’educazione e la condotta di Sir Reginald causarono ai giovani profondi blocchi e ferite emotive che ancora permangono e costituiscono il vero cuore della serie. La struttura delle serie investe molto su questo aspetto ed instaura una forte continuità tra il passato ed il presente dei protagonisti proponendo frequenti rimandi biografici per spiegare i motivi che li hanno portati alla situazione presente. La sovrastruttura fumettistica permette di inserire un nucleo scabroso e difficile in una cornice più lieve ed accattivante. Nella sovrastruttura assume un ruolo centrale la story-line particolare di Cinque (Aidan Gallagher),la quale, partendo come semplice sotto-trama finisce con rivelarsi sbocco primario dell’azione. La story-line di Cinque ci offre ancora uno spunto di trama molto interessante: il paradosso della predestinazione; un’applicazione fantascientifica della profezia auto-avverantesi secondo cui una persona con conoscenza di eventi passati viaggia indietro nel tempo per prevenire un dato evento, ma il suo viaggio finisce per alterare la linea temporale e causare proprio l’evento che voleva prevenire. Questa definizione ben riassume la vicenda di Cinque e della sua famiglia. Bloccati in un loop emotivo che non riescono a spezzare, incapaci di fare realmente gruppo, gravati come sono dalle ferite del passato che non riescono a curare, i protagonisti sembrano riuscire ad avanzare solo quando rompono lo schema di comportamenti ed abitudini che hanno assunto e tentano strade nuove. E tuttavia questo non basta ad evitare il finale predestinato, in quanto troppo tardi e troppo poco si è fatto, come riuscire dunque a cambiare un destino che pare ineluttabile? Cambiando completamente paradigma, rinunciando a tutto ciò che si è per ricominciare da capo; in tal modo la sovrastruttura fumettistica diventa metafora del dramma emotivo al centro della serie e la “fine di tutto” diventa “fine di qualcosa”, inevitabile perché qualcosa di nuovo possa nascere.
All’interno di un cast di spessore spiccano Ellen Page (Vanya), che ricordiamo soprattutto per Juno (2007), e Robert Sheehan (Klaus), noto soprattutto per la serie Misfits (2009 – 2013), protagonisti di interpretazioni intense e complesse.

Luca Bovio

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