The Swimmer

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7.5 Awesome
  • voto 7.5

Acqua e vita

Un uomo e i suoi momenti di solitudine. L’acqua come elemento naturale, ma anche luogo in cui l’uomo stesso sembra trovare un forte contatto con sé stesso, nonché simbolo quasi di un ritorno alla placenta materna. E poi braccia che nuotano, immense distese d’acqua che si uniscono, in lontananza, con il cielo e, infine, tanta, tanta natura.

Nel corso della serata d’apertura della dodicesima edizione dell’Irish Film Festa, nella storica location della Casa del Cinema di Roma, appena prima del lungometraggio The Drummer and the Keeper di Nick Kelly, è stato proiettato il cortometraggio documentario The Swimmer, per la regia di Thomas Beug, incentrato sulla singolare figura di Stephen Redmond, un nuotatore della West Cork, il quale ha straordinariamente completato tutta la Oceans Seven, percorrendo chilometri e chilometri a nuoto.
In soli undici minuti – e con veloci accenni di interviste ai personaggi che, in un modo o nell’altro, fanno parte della vita del protagonista – il regista è riuscito a rendere ottimamente l’idea di cosa possa provare uno sportivo – e, nello specifico, di cosa prova lo stesso Stephen Redmond – nel momento in cui si trova nel proprio elemento naturale. A realizzare ciò, un taglio graditamente lirico, quasi mistico, conferito all’intero lavoro, soprattutto nei momenti in cui vediamo Redmond intento a compiere le sue imprese e recitare, con una voice over calma e pacata che fa da contrappunto alla fatica impiegata nel raggiungere i traguardi prestabiliti, parole del poeta Derek Mahon.
Lo sportivo, dal canto suo, non ha paura di mettersi a nudo davanti alla telecamera e di sviscerare ogni singolo pensiero e ogni sentimento si impossessi di lui, mentre è intento a nuotare. Dal suicidio di un suo caro amico, fino all’amore per i suoi due figli, che lo spinge – proprio mentre è impegnato in ampie bracciate – a pronunciare ritmicamente ora il nome di uno, ora il nome dell’altro, tutto viene condiviso con l’occhio silente della macchina da presa, in un lavoro che, malgrado la sua breve durata, riesce a trasmettere molto a chiunque abbia l’occasione di visionarlo.
Complici anche i suggestivi paesaggi del Lough Hyne (un lago marino della zona di West Cork), così come le riprese sott’acqua più che mai necessarie a enfatizzare ciò che viene messo in scena, The Swimmer ha quasi un effetto magnetico. O, meglio ancora, ha la capacità di catapultare lo spettatore stesso in un’altra dimensione, complice anche la cullante voice over, come il taglio a metà strada tra il documentaristico e il puramente contemplativo che Thomas Beug ha voluto conferire all’intero lavoro. Un lavoro che, al di là della storia raccontata, al di là della particolare ambientazione scelta, sa ben rendere l’idea di cosa si provi quando si desidera ardentemente raggiungere un obiettivo e quando ciò a cui principalmente si brama è una disperata voglia di libertà. Una voglia, la presente, che in The Swimmer viene soddisfatta soltanto nel momento in cui Stephen Redmond si trova immerso nel suo elemento naturale.

Marina Pavido

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