The Spectacular Now

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7.5 Awesome
  • voto 7.5

Elogio del teen-movie

Esistono film in grado di catturare con precisione alchemica quel momento, quel periodo di tempo – lungo o breve che possa essere – in cui si spicca un volo senza ritorno dall’adolescenza all’età adulta. E molto spesso è una concomitanza di fatti e situazioni a dare la spinta ideale per il grande salto. Vedere per credere questo delicato The Spectacular Now, in cui il protagonista maschile Sutter, giunto all’ultimo anno di liceo, si trova improvvisamente a guardare la propria esistenza da una prospettiva del tutto differente, dalla spensieratezza degli anni edonistici alla presa d’atto che la vita non è mai una strada dritta bensì, almeno da un certo momento, un viottolo costellato da una serie interminabile di bivi.
Sutter – interpretato dall’ottimo Miles Teller, che gli appassionati ricorderanno a fianco di Nicole Kidman nell’efficace Rabbit Hole (2010) di John Cameron Mitchell – si sente un ragazzo di successo. Ha una relazione con Cassidy, la bella della scuola, ed è considerato il motore pulsante di ogni festa o movimento ricreativo messo in atto. Dopo la conclusione del rapporto con Cassidy, con lei significativamente a cercare “altro”, conosce la riservata Aimee (l’altrettanto efficace Shailene Woodley, già figlia maggiore di George Clooney in Paradiso amaro diretto da Alexander Payne nel 2011) e più o meno inconsapevolmente inizia quel percorso di cambiamento a cui si faceva cenno poc’anzi.
Come tutti i racconti di formazione impaginati per immagini in chiave apparentemente minimalista, The Spectacular Now è un’opera dove di spettacoloso c’è solo – e non è certo poco – la vita colta nella sua più spontanea evoluzione. La regia del promettente James Ponsoldt, trentaseienne al terzo lungometraggio, accumula circostanziate descrizioni ambientali e familiari dei personaggi principali senza la minima ombra di pedanteria, risultando anzi in possesso di uno sguardo attento e solidale verso coloro che ogni giorno devono intraprendere una feroce battaglia contro quella sorta di nulla sottovuoto spinto che rappresenta certa provincia americana. E dove l’evasione può pericolosamente annidarsi nella bottiglia – nel caso di Sutter – oppure, più poeticamente, nella costruzione di un mondo di fantasia scaturito dalla lettura dei fumetti, come dimostra il personaggio di Aimee. Salvo poi tornare alla realtà quando eventi indipendenti dalla loro volontà li obbligano giocoforza a farlo. L’abilità della sceneggiatura – firmata dal duo Scott Neustadter e Michael H. Weber, già responsabili dello script di quel gioiellino cinefilo, sempre operante sul versante sentimentale ma non solo, dal titolo 500 giorni insieme (2009), diretto da Marc Webb – è anche quella di giocare con intelligenza sul ribaltamento degli stereotipi, seguendo per filo e per segno l’immortale lezione impartita dal maestro assoluto del teen-movie anni ottanta John Hughes. Come i personaggi del classico Breakfast Club (1985) anche quelli di The Spectacular Now appaiono inizialmente alla stregua di simboli, topoi cinematografici visti e rivisti centinaia di volte: il tipo cool irrefrenabile e l’imbranata sensibile fanno da sempre parte di un immaginario radicato dello specifico sottogenere. Ma anche nel film di Pensoldt le relative sorprese non si fanno attendere, con Aimee a diventare ben presto stella cometa dello spaesato Sutter, “eterno bambino” a cui hanno tolto d’improvviso i balocchi quotidiani. Si cresce dunque, inevitabilmente. E, come quasi sempre in un qualsiasi rapporto di coppia, è la donna a condurre l’uomo per mano in tale tragitto, magari dando a lui l’illusione di portarsi avanti nell’esplorazione di nuovi territori.
Del resto, libera da qualsivoglia vincolo produttivo, The Spectacular Now rimane un’opera fieramente indipendente dalla prima all’ultima sequenza, capace di chiudere con coraggio su un finale apertissimo in luogo dello scontato lieto fine che ci avrebbe certamente propinato il prodotto di una major. Sarà forse anche per questo motivo che il film rimane tuttora invisibile nelle sale nostrane; tuttavia, se si vuole tornare indietro con la memoria a ripercorrere quella fase di passaggio così fondamentale nel determinare ciò che si è diventati, guardare The Spectacular Now anche per comprendere meglio se stessi potrebbe risultare un’esperienza non solo illuminante ma anche emozionante. Come sovente accade quando il cinema riesce a guardarsi attorno, facendosi veicolo di storie autenticamente universali.

Daniele De Angelis

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