Tellurica – Racconti dal cratere

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7.5 Awesome
  • VOTO 7.5

La terra trema

Dal reatino all’Umbria e alle Marche, il 2016 è stato un anno per certi versi terribile, un anno che ci ha ricordato nel modo più traumatico che si potesse immaginare quanti rischi si celino in zone altamente sismiche, quali sono quelle che costellano in lungo e in largo la nostra penisola. La fragilità dell’essere umano di fronte all’ordine naturale e i pur gravi errori di gestione del territorio, i meccanismi solidali che scattano di fronte alle grandi tragedie e per contrasto le possibili speculazioni. Temi del genere si sono riaffacciati prepotentemente alla nostra attenzione. E siccome certi fenomeni, purtroppo, sono soliti ripetersi, il nostro pensiero è corso anche al piccolo film indipendente realizzato nel 2014 dal collettivo Sisma Emilia, la cui visione ci era stata suggerita qualche mese fa: Tellurica – Racconti dal cratere.

Sono diversi i cineasti che hanno voluto contribuire a questa opera collettiva, decisamente sentita e sincera. Citiamoli pure tutti: Francesco Barozzi, Carlo Battelli, Roberto Cavana, Emanuele D’Antonio, Giuseppe Ferreri, Domenico Guidetti, Mirco Marmiroli, Marco Maselli, Corrado Ravazzini e Nicola Xella. In ciascuno dei dieci brevi episodi che compongono Tellurica – Racconti dal cratere si è tentato, con lodevole impegno e ancor più forte empatia, di mettere a fuoco uno o più aspetti di un altro devastante terremoto che ha colpito di recente l’Italia, quello del maggio 2012, che fece danni e vittime nelle terre dell’Emilia.
Ciò che piace del film è proprio la libertà di fondo, da noi registrata nei singoli approcci. Pur agendo con tutte le limitazioni dovute a una povertà di mezzi abbastanza tangibile, i vari film-makers coinvolti nell’operazione sono riusciti a costruire microstorie in grado di ribadire, ognuna secondo la propria prospettiva, lo shock immediato e i traumi spesso difficili da superare cui la popolazione emiliana andò incontro, con il terremoto. Ovviamente ci sono episodi che ci sono piaciuti di più e altri di meno. Limitiamoci pertanto a citare quelli che ci hanno maggiormente impressionato, in una rapida carrellata.

“You had to be there” di Domenico Guidetti sviluppa un’idea particolare e pregna di significato mettendo in relazione, attraverso l’operato di alcuni volontari, il terremoto dell’Emilia con quello precedente di qualche anno, che devastò invece L’Aquila. È una sottile e intelligente elegia della solidarietà quella che viene qui messa in scena. Mentre l’imponente e misteriosa forza della Natura viene osservata, da un’ottica alquanto insolita, nell’episodio diretto da Emanuele D’Antonio e interpretato dal solo Sergio Sabia, “Il respiro del gigante”. Classico racconto di formazione a misura di bambino, decisamente ben fatto, è poi il toccante “Lettere dal fronte” di Roberto Cavana. Sempre nell’ambito di un’aneddotica vivace, brillante, pur coi suoi retroscena più ansiogeni, si distingue “L’occasione” di Corrado Ravazzini. Con “4:03” è di scena un’animazione essenziale, ma di forte impatto emotivo. Una appropriata, sensibile ricognizione delle nevrosi e delle fobie sviluppatesi presso gli abitanti delle zone colpite è quanto emerge da “Shell Shocks Radio” di Carlo Battelli. E infine nota di merito per “Anniversario” di Francesco Barozzi, sia per la delicatezza con cui vengono tratteggiati certi rapporti umani, sia per la folgorante apparizione del grande Roberto Herlitzka, nelle scene che sanciscono in pratica l’epilogo del lungometraggio.

Stefano Coccia

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