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Take the Vax

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VOTO: 9

Il vaccino rende liberi

Dalla Romania agli States per realizzare il suo sogno, il giovane regista Edsta ha girato il suo primo cortometraggio nell’agosto 2021, prendendo spunto dalla cruda realtà.
Take the Vax, in concorso alla seconda edizione di Indiecinema Film Festival è al contempo tragicamente inquietante nella sua attualità ed assolutamente esilarante nella sua interpretazione ironica della campagna vaccinale; è la storia di Mark (Fesal Jaber) ma potrebbe essere quella di moltissimi italiani, scettici ma costretti all’inoculazione del “Santo Vaccino” da limitazioni di libertà di ogni grado, compresa la perdita del diritto al lavoro.

L’originalità e la freschezza del lavoro di Edsta dipingono un quadro della realtà con tinte da horror psicologico; la personificazione del Vax (Elijah Jaber) che segue il protagonista ha tratti buffi ed angoscianti al tempo stesso, mentre ovunque campeggiano cartelli inneggianti alla vaccinazione e i negozi sono inaccessibili a chi, come Mark, non si è piegato alla scelta obbligata. Siamo a New York, ma è una situazione che ben ricordiamo anche in Italia, con l’obbligo di Green Pass prima e vaccinale poi; una limitazione arbitraria ed effettiva della democratica libertà di scelta che ha diviso il Paese ed ha costretto gli individui a prendere decisioni difficili. Edsta lo racconta con un’ironia da black humor: vediamo Mark sempre più isolato dai suoi amici, felicemente vaccinati, assistiamo alla sua impossibilità di portare i vestiti in lavanderia o acquistare del cibo, mentre è
guardato torvamente da sconosciuti incontrati lungo il cammino, inseguito ovunque da un Vax beffardo e ostinato. Anche la musica, nel suo crescendo dissonante, contribuisce a rendere l’atmosfera sempre più angosciosa, fino alla svolta irrisoria, delle note e del Vax, preludio della resa e della conseguente accettazione della comunità.

Una sceneggiatura (sempre di Edsta) che scorre liscia ed è molto curata nei particolari, girata con ritmo ed ironia e ben interpretata dai due protagonisti (Mark e il Vax) come anche dai personaggi minori; ottima la colonna sonora e notevoli i titoli di coda animati, che donano ulteriore freschezza ad un cortometraggio sardonico che assume tratti inquietanti nella descrizione di quella che è stata la realtà.

Michela Alosi

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