Post Mortem

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9.0 Awesome
  • VOTO 9

La morte ti fa bella (in fotografia)

Anteprima italiana alla 20esima edizione del Trieste Science+ Fiction, l’ungherese Post Mortem di Peter Bergendy ha ricevuto una menzione speciale al Premio Melies d’Argent Lungometraggi per l’ottima messa in scena e la bellissima ambientazione storica che sono lo sfondo di un horror cupo che si inserisce pienamente nel concetto di genere. La ricostruzione storica impeccabile è anche alla base della motivazione che ha fatto vincere al film il Premio Rai4.

Durante la Prima Guerra Mondiale, il giovane Tomas si trova al confine tra la vita e la morte; alla fine del conflitto, porta avanti un’attività itinerante di fotografo post Mortem, specializzato cioè in ritratti di cadaveri per le famiglie dei defunti. Chiamato in un piccolo paese dalla stessa misteriosa bambina che durante il conflitto lo aveva riportato alla vita, scoprirà che i morti hanno la brutta abitudine di non rimanere nelle fotografie.

Avevamo già visto all’opera una fotografa post Mortem specializzata in ritratti di bambini morti nell’età vittoriana nell’originale cortometraggio Post Mortem Mary; nel film di Bergendy l’attività ritrattistica di Tomas si trasforma in quella di un investigatore della vita e della morte, una sorta di Sherlock Holmes dell’aldilà. Post Mortem è una ghost story dalle atmosfere cupe, enfatizzate dal realismo delle scene: si apre infatti con la accurata ricostruzione di una battaglia durante la Prima Guerra per poi descrivere un Paese devastato e decimato sia dalla fine del conflitto che dell’epidemia di febbre spagnola.
Eppure il film non è privo di ironia; horror e mistero si combinano con personaggi accattivanti, dalla coraggiosa vedova che si lancia in un salvataggio al limite dell’impossibile ai due simpatici fratelli, dall’arcigna zia al bimbo biondo preda del male, mentre l’ambiguo rapporto tra il protagonista e l’attraente ragazzina si muove sul filo dell’equilibrista tra il gioco e il dubbio, lasciando allo spettatore un finale aperto che auspica la realizzazione di una successiva serie televisiva.

Michela Aloisi

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