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Nella tana dei lupi 2 – Pantera

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VOTO: 6,5

Da una parte all’altra della barricata

Tutti, noi compresi, ci stavamo chiedendo da un bel po’ di tempo che fine avesse fatto il progetto di dare a Nella tana dei lupi un sequel. Nonostante il successo del primo film, la produzione ha finito per impiegare quasi sette anni per consegnare un secondo capitolo a quella che a questo punto, e a giudicare dall’epilogo, è destinata a diventare una trilogia e con molta probabilità una saga. Speriamo che i futuri episodi non debbano però affrontare le stesse difficoltà incontrate dai precedenti per approdare sul grande schermo. Bloccato in un limbo per quindici anni e quasi andato perduto nella bancarotta della Relativity Media, anche questo seguito del mid-cult del 2018 di Christian Gudegast ha visto la luce dopo un lungo e buio tunnel: prima la pandemia, poi un infortunio grave al co-protagonista Gerard Butler e infine lo scoppio della guerra in Ucraina che ha costretto a dei cambi di location, hanno di fatto slittare le riprese e dunque l’uscita nelle sale della nuova pellicola dal titolo Nella tana dei lupi 2 – Pantera. Ma ora l’attesa è finita, con il pubblico nostrano che potrà vedere il sequel, anch’esso scritto e diretto dallo sceneggiatore e regista statunitense, distribuito da Lucky Red a partire dal 6 marzo 2025.
Se nella vita reale di anni ne sono trascorsi sette, in quella cinematografica le lancette si sono fermate invece a due. Gerard Butler e O’Shea Jackson Jr. tornano nei panni del detective ‘Big Nick’ O’Brien e del ladro fuoriclasse Donnie Wilson. Li avevamo lasciati a rincorrersi e disperdersi tra Los Angeles e Londra dopo il colpo alla Federal Reserve che decimò la banda di Merrimen e portò l’unità Major Crimes dello sceriffo della contea a subire gravi perdite. Ritroviamo O’Brien oramai separato, al verde e senza una squadra da guidare. Un cane sciolto che però sembra non avere perso il fiuto, tanto da sentire che dietro il furto appena avvenuto all’aeroporto internazionale di Anversa c’è la firma dell’acerrimo rivale, vero ideatore della rapina di Los Angeles nonché unico ad essere riuscito a scappare. Arrivato in Europa, Nick presto capisce che ogni cosa converge verso il World Diamond Center di Nizza, dove Donnie ha trovato dei nuovi alleati nella banda della Pantera e un nuovo impossibile colpo da eseguire. Ma invece di arrestarlo, il poliziotto si offre di aiutarlo a portare a termine la rapina.
Dalla lettura del plot si deduce immediatamente in che modo l’autore abbia voluto espandere il sequel dandogli un respiro più internazionale con lo sbarco della vicenda nel Vecchio Continente, ambientandola tra Belgio, Francia e Italia, oltre all’introduzione di attori europei tra cui Evin Ahmad, Fortunato Cerlino e Salvatore Esposito. Ciò ha permesso al neonato franchise di cambiare pure pelle, così da dare una svolta anche alla storia e al percorso dei due personaggi principali. In Nella tana dei lupi 2 – Pantera si assiste infatti a una mutazione ulteriore di generi, con Gudegast che per non replicare la medesima formula del capitolo iniziale ha deciso di aggiungere a una base di partenza poliziesca e action, delle dinamiche e degli stilemi che chiamano direttamente in causa i caratteri fondanti dell’heist e del gangster, nello specifico del mafia-movie. Quest’ultimi erano presenti in forma embrionale nella pellicola del 2018, mentre qui assumono un peso maggiore permettendo al racconto di allargare i propri orizzonti narrativi e drammaturgici. Così facendo il film e la saga in generale hanno trovato nuova linfa vitale, oltre che una spinta propulsiva per tracciare potenziali strade da percorrere. Nulla di originale attenzione, poiché dal punto di vista del plot e delle sue integrazioni nel racconto il tutto appare piuttosto derivativo tanto da riportare alla mente una serie di titoli per il grande e piccolo schermo ai quali, consciamente o inconsciamente, il film di Gudegast strizza l’occhio e fa riferimento: da Heat – La sfida a I soliti sospetti, da Vivere e morire a Los Angeles a Gomorra, passando per Ronin e Sexy Beast.
Prende così forma un’opera che mescola senza soluzione di continuità e in maniera efficace la sterminata library audiovisiva dei generi e delle reference a disposizione, mettendole al servizio di un prodotto che continua però ad avere come unico scopo quello di intrattenere le platee di turno. Il cuore pulsante dell’operazione resta comunque questo nonostante i cambi di rotta e le integrazioni di cui sopra. La componente action continua a dettare legge e a fare la voce grossa con scene adrenaliniche e spettacolari di forte impatto, a cominciare da quella che apre le ostilità in terra belga. Ed è a queste che il cineasta losangelino si affida per tenere alta la tensione anche quando il ritmo nelle due ore e passa di timeline decelera per fare spazio agli sviluppi narrativi inscrivibili negli altri generi. Decelerazioni che al contrario nel primo film, a parità di durata, erano molto meno frequenti. Ora non ci resta che attendere, speriamo non con gli stessi tempi biblici dei precedenti, il terzo atto per capire una volta per tutte in che direzione la saga e il suo autore intendono andare. Il ché fa di Nella tana dei lupi 2 – Pantera il classico capitolo di passaggio.

Francesco Del Grosso

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