Home In sala Uscite della settimana Franco Battiato. Il lungo viaggio

Franco Battiato. Il lungo viaggio

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VOTO: 8

«Certi viaggi ti regalano una nostalgia…»

Nuvole e distese nevose che quasi si fondono senza soluzione di continuità. Un’immagine ricorrente, non solo nei ‘sogni’ dell’artista, ma anche in questo film diretto con grande cura da Renato De Maria. Le prime note richiamano subito uno dei brani più significativi di Battiato, “La cura”, anch’esso un filo conduttore – non solo del lungometraggio, ma anche dell’esistenza del cantautore. Tutto comincia con colori, profumi e suoni della sua terra natale, la Sicilia. La linea narrativa (soggetto e sceneggiatura firmati da Monica Rametta che, ancora una volta, dimostra una sensibilità rara nel tratteggiare vite anche di chi è realmente esistito come, ad esempio, aveva fatto in Mia Martini – Io sono Mia) ci mostra come già da bambino (Francesco Giulio Cerilli) Franco lottasse per poter suonare e assecondare questo trasporto nei confronti della musica. A sostenerlo, in particolare modo, sua madre Grazia (Simona Malato), con cui emerge un rapporto di tenerezza e complicità, col grande gesto d’amore di una donna di allora (siamo negli anni ’60) che ‘lascia’ andare suo figlio a Milano. A incarnare l’uomo e l’artista è Dario Aita, di cui emerge l’enorme lavoro che c’è dietro in ogni azione (compresi i silenzi) da come muove le mani al tono e al suono della voce. È uno di quei casi di ‘adesione’ al ruolo per cui le parole per descrivere l’interpretazione sembra che non siano abbastanza e si può solo invitare a vedere in prima persona, accogliendo, ancor più per Franco Battiato. Il lungo viaggio, l’invito a compiere un viaggio. Le tappe fisiche si intersecano con le diverse fasi musicali, a cui contribuiscono anche gli incontri come quello con Giuni Russo (Nicole Petrelli) e il violinista e compositore Giusto Pio (delicata e rispettosa la resa di Giulio Forges Davanzati). Una donna si rivela fondamentale già dal primo incontro nella città meneghina Fleur Jaeggy (la brava Elena Radonicich), che affascina Battiato non solo per l’aspetto, ma forse in primis per la connessione intellettuale che si crea. I due alimentano reciprocamente l’uso dell’ironia, si supportano nella quotidianità così come nei momenti di crisi, con un’Amicizia che supera l’idea di coppia. Il bello di film così è che ti permettono di conoscere pure figure come la Jaeggy meno note al grande pubblico, una donna colta, autrice ed editrice svizzera naturalizzata italiana che intratteneva anche corrispondenze con Truffaut.
Inevitabilmente sono state operate delle scelte su cosa narrare. Non era facile riuscire a ‘suggerire’ anche il mondo interiore di chi è diventato un maestro per molti (comprese generazioni intere) e umanizzarlo. De Maria e tutto il cast artistico e tecnico ci sono riusciti, merito pure di «una lunghissima preparazione per ricreare con esattezza maniacale ambienti, costumi, e situazioni realmente accadute esattamente come sono accadute. Spesso ricreando le stesse identiche inquadrature scelte da Franco (nei videoclip, nda)» (dalle note di regia).
Distribuito nelle sale come evento da Nexo Digital solo 2, 3 e 4 febbraio 2026 (suggeriamo una prima visione sul grande schermo, tenendo conto anche del lavoro sul suono, dei brani cantati dallo stesso Aita e della fotografia di Sara Purgatorio) e prossimamente in prima serata su Rai1.

«Certi viaggi ti regalano una nostalgia quasi insopportabile».

Maria Lucia Tangorra

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