Come ti rubano il cuore e anche la macchina
Prima di essere stato il direttore artistico di Cortinametraggio, una tra le più importanti kermesse dedicate alla produzione breve del circuito festivaliero che negli anni Cineclandestino ha potuto seguire in presa diretta, Niccolò Gentili è un attore, sceneggiatore e ora anche regista. Come molti colleghi ha deciso – e gli è stata data l’occasione – di passare dietro la macchina da presa ed esordire con un lungometraggio che il pubblico potrà vedere a partire dal 17 settembre 2026 grazie a Vision Distribution.
Si tratta di Dov’è la Fiesta?, una rom-com degli equivoci classica nell’accezione nobile del termine sia nella forma che nei contenuti, che strizza l’occhio a Woody Allen e Nanni Moretti, ma anche al primo Pieraccioni, quello più acerbo, ispirato e verace degli esordi. Al centro della storia ci sono Leo e Irene. Lui è originario di Fucecchio, ma vive a Roma con il sogno, non proprio semplice da realizzare, di diventare attore. Lei è una sceneggiatrice che, nella vita concreta, fa l’insegnante di corsi di scrittura. La sera in cui i due provano finalmente a capire che cosa siano davvero l’uno per l’altra, dopo tre mesi di passione, qualcosa va storto: sotto casa di Irene sparisce l’auto di Leo. E da quel momento comincia una vera e propria corsa a ostacoli, un’odissea urbana, burocratica e sentimentale segnata da un susseguirsi di denunce, peripezie, uffici, attese, incomprensioni e incontri improbabili.
Il titolo tra le righe nasconde neanche troppo velatamente una chiara lettera d’intenti rispetto a ciò che la pellicola, scritta a quattro mani da Gentili con Lisa Nur Sultan, racconta e porta sul grande schermo. Giocando sull’ambiguità semantica che coinvolge il termine italiano per party e il nome di uno storico e vendutissimo modello di automobile, il film diventa un modo per mettere i protagonisti davanti alle proprie insicurezze e al futuro incerto, ma anche per parlare di problematiche molto concrete e sempre di stretta attualità come la precarietà lavorativa, la società liquida e il rapporto spesso surreale con la burocrazia nostrana. Ed è nella componente tragicomica che Dov’è la Fiesta? legata proprio alle disavventure burocratiche, ai cavilli e alle scartoffie che il protagonista è chiamato ad affrontare per tentare di ritrovare la sua auto, che il film, la scrittura e la conseguente messa in scena trova la sua espressione migliore. Gag riuscite, battute bene assestate in stile anglosassone, un efficace ritmo e degli ottimi tempi comici, fanno in modo che questa odissea dispensi in platea una buona dose di sorrisi. Il merito però è anche degli interpreti, principali e secondari, in un cast dove spicca un travolgente Sergio Pierattini nei panni del padre di Leo. La sua entrata in scena alza e di molto la temperatura comica della timeline.
Meno convinta e convincente è al contrario la componente più squisitamente romantica. Qui la scrittura e tutto ciò che ne deriva non ha la stessa presa e capacità performativa. La resa di conseguenza è inferiore, così come la sua carica virale e spesso fa un po’ di fatica a sposarsi con la parte tragicomica del plot. Tuttavia il risultato è piacevole e permette allo spettatore di turno di godersi un paio di ore di giocosa e leggera spensieratezza. Quella che non guasta mai.
Francesco Del Grosso









