Il mondo sottosopra
La Settimana del Cinema Cinese in italia, rassegna cinematografica che presenta, presso la Sala Anica di Roma, una selezione di nove film cinesi contemporanei che spaziano per genere e tematiche, si è aperta lunedì 23 giugno con il lungometraggio Big World di Yang Lina, un racconto delicato ed emozionante sull’emancipazione del giovane Liu Chunhe (ottimamente interpretato da Jackson Yee), affetto dalla nascita da paralisi cerebrale.
Una prigione fisica amplificata dalla madre di Liu Chunhe, che vedendo solo le sue limitazioni lo tratta come un bambino da tenere sotto vetro, i cui unici bisogni sono mangiare, dormire e fare fisioterapia. Quando irrompe come una ventata d’aria fresca la nonna, Chen Suqun (la bravissima Diana Lin), eccentrica donna anziana piena di vita, per Liu Chunhe la routine quotidiana assume i colori della rinascita. Contrariamente a sua figlia, con la quale ha un rapporto difficile, Suqun tratta il nipote come un bambino sano, coinvolgendolo nelle sue attività corali e lodandolo davanti agli amici, spingendolo a studiare, a lavorare, a sperimentare una vita il più possibile normale. Grazie al sostegno della nonna, che lo vede nella sua interezza, corpo ed anima, che sa riconoscere i suoi bisogni ed i desideri di un giovane ventenne, la formazione di Chunhe spezzerà le costrizioni fisiche e mentali che lo trattengono, fino a realizzare, non senza sacrifici, il suo sogno di andare all’Università Normale.
La regista Yang Lina riesce a descrivere la disabilità di Chunhe con verosimiglianza e poesia, ponendo l’accento tanto sulle limitazioni fisiche quanto sulle grandi capacità di studio ed apprendimento del ragazzo, dalla memoria ferrea al suo amore per la poesia e l’insegnamento. Al tempo stesso la regista mostra come il mondo vede e tratta chi è affetto da paralisi cerebrale, dai bambini ai responsabili della scuola in cui Chunhe è chiamato a tenere un corso di formazione al proprietari del bar dove Chunhe si presenta per un impiego, soffermandosi sul come Chunhe riesca a capovolgere il punto di vista di chi lo osserva superficialmente, ampliandone la visione, dimostrando che la sua disabilità fisica è sì un limite ma non lo rappresenta totalmente. Delicata ed intensa la scena della spiegazione della poesia Muschio ai bambini, laddove il muschio rappresenta lo stesso Chunhe e tutti coloro che vengono descritti come ‘ornamento’ alla vita, senza comprenderne l’essenza o l’unicità: per tutti, arriva poi qualcuno, un poeta o una nonna, che ne vede entrambe, esaltandole.
Big World è uno spaccato di vita reale dipinto con tocco delicato ed intimo, un viaggio nel mondo della disabilità che capovolge la visione comune, un racconto di formazione che descrive la forza intrinseca di un ragazzo che rompe coraggiosamente le sue costrizioni – fisiche e mentali – per trovare il proprio posto nella vita; il punto di vista femminile della regista dona poi all’opera intensità e profondità, che si intersecano con l’ironia e l’eccentricità della nonna in un unicum raro ed originale.
Michela Aloisi








