Big Hero 6

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8.0 Awesome
  • voto 8

Disney tra supereroi Marvel ed estetica manga

Se l’incredibile successo di  Frozen – Il regno di ghiaccio poteva apparire come un traguardo difficile da bissare, questa nuova opera Disney si impone come un ulteriore punto di riferimento nel campo dell’animazione digitale, ribadendo la qualità tecnica e la maestria nel raccontare storie degli studios di Burbank. Big Hero 6 è frutto della collaborazione tra Disney e Marvel, con i personaggi della pellicola infatti presi in prestito da l’omonimo comics creato nel 1998 da Steven T. Seagle e Duncan Rouleau,  mai edito in Italia: una sinergia che da vita a un’opera che fa delle reciproche influenze il suo punto di forza e la sua ibrida originalità.
Nella immaginifica e futuristica città di San Fransokyo (una metropoli a metà fra la capitale giapponese e la città californiana, simbolo della fusione tra culture di cui tutto il film è impermeato), vivono Hiro e Tadashi Hamada, due fratelli particolarmente bravi con la robotica e la tecnologia. Hiro, il minore dei due, è un genietto di 14 anni che passa il suo tempo nelle scommesse clandestine di lotte tra robot; Tadashi, invece, è uno dei migliori studenti della prestigiosa San Fransokyo Tech, una scuola per “nerd”, nonché l’inventore di Bymax, un robot ultra moderno ideato per prendersi cura delle persone, una sorta di operatore sanitario cibernetico, dalle fattezza goffe e rassicuranti, simile al famoso omino Michelin.
Quando Tadashi porta Hiro a visitare la sua scuola, il ragazzo ne rimane estasiato e si convince che quella sia anche la sua strada da seguire. Per entrare nel  San Fransokyo Tech, però, Hiro dovrà presentare un progetto: inventa così dei robot miniaturizzati da controllare telepaticamente , i microbot, che possono creare delle forme e tramutarsi in qualsiasi cosa. L’imponderabile, però, è dietro l’angolo, e proprio il giorno della presentazione del progetto Tadashi muore in un misterioso incidente, tentando di salvare il suo professore Robert Callaghan.
Affranto e scoraggiato dalla dolorosa perdita, Hiro troverà conforto proprio grazie a Bymax: il robot, infatti, diverrà ben presto amico inseparabile del ragazzo, e lo aiuterà a scovare un misterioso cattivo mascherato che si è impossessato dei suoi micro bot, e che forse potrà svelare il mistero che si cela dietro all’incidente dove ha perso la vita suo fratello. Insieme a loro, un gruppo di improbabili amici si metterà sulle tracce del cattivo: l’adrenalinica Go Go Tomago, il maniaco dell’ordine Wasabi No-Ginger, la maga della chimica Honey Lemon e il fanatico nerd Fred.
Big Hero 6 è un riuscitissimo mix di elementi, dove  l’estetica manga si mescola con l’ironia e l’azione tipica dei fumetti Marvel, dando vita ad un prodotto che mantiene comunque salda la sua impronta Disneyana. Fulcro della storia è l’accettazione della perdita, l’elaborazione di una mancanza che sconvolge la vita del piccolo Hiro, e il fondamentale aiuto di Bymax nel superare questa situazione. Il simpatico robot operatore sanitario è il vero punto forte del film, in grado di divertire e commuovere soltanto grazie alla sua mimica corporea, essendo privo di qualsiasi espressione facciale. Un personaggio che, c’è da scommetterci, diverrà iconico come a suo tempo accadde al Wall-E della Pixar.
Puntando su azione e ironia, senza tralasciare però anche momenti più emotivamente pregnanti, il nuovo film targato Disney traccia una nuova parabola, in quello che potrebbe divenire un franchise di successo: c’è da scommettere che questa simpatica banda di eroi, capitanata dall’irresistibile Bymax, non ha esaurito le sue avventure.

Federica Bello

 

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