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Bear

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VOTO: 7,5

Un compleanno indimenticabile

Come molti colleghi attori delle varie latitudini anche Nash Edgerton ama alternare il lavora davanti a quello dietro la macchina da presa. Nel suo caso però la regia non è mai stata uno sfizio, tantomeno delle fugaci parentesi tra un’interpretazione e l’altra o un’attività secondaria, bensì un altro modo per esprimere il suo indubbio talento e la passione sfrenata nei confronti della Settima Arte. Negli anni abbiamo avuto modo di apprezzarne le doti recitative in decine di pellicole tra cui Zero Dark Thirty, Son of a Gun o L’uomo invisibile, meno quelle da regista che lo hanno portato a dirigere due lungometraggi di buona fattura come The Square e Truffatori in erba, oltre che svariati videoclip (per Bob Dylan, Empire of the Sun o Brandon Flowers) e cortometraggi. Ed è proprio nella produzione breve, con il primo short che risale al 1996 (Loaded), che a nostro avviso l’attore e regista australiano ha dato il meglio di sé. Tra quelle che hanno lasciato più il segno c’è sicuramente Bear, protagonista di un fortunato e pluridecorato percorso festivaliero che l’ha portata diritta sino al concorso internazionale della sesta edizione del Saturnia Film Festival dopo essersi messa in mostra in kermesse prestigiose come Cannes, Sundance e Stoccolma.
Parte di un trittico che comprende anche Spider e Shark, con il quale condivide uno humour nero feroce e politicamente scorretto che sfocia in un grottesco tinto di dramma, il corto in questione scritto a quattro mani con il connazionale David Michôd ci mostra gli effetti devastanti e le conseguenze di una sorpresa nata con il migliore dei propositi ma destinata a finire nel peggiore dei modi. Lo stesso Edgerton si cala nei panni dell’amorevole quanto burlone Jack, un uomo che ha pianificato la perfetta sorpresa di compleanno per la sua nuova e ignara fidanzata, Emelie. Tuttavia, le buone intenzioni così come i piani, a volte, possono avere conseguenze spettacolarmente disastrose. Del resto si sa le sorprese al cinema, così come nella vita reale, abbiamo visto in svariate occasioni possono giocare cattivi scherzi a chi le organizza e anche a chi le riceve. Ed è quanto accade nei sette minuti di Bear, nei quali accade davvero di tutto. Ovviamente non saremo noi a svelarvi a quale destino andranno incontro i due fidanzati, ma una cosa è certa: quello di Emelie sarà un compleanno indimenticabile.
Lo script è essenzialmente una gag che si sviluppa in sette giri di lancette, che alcuni potrebbero definire la trasposizione di una barzelletta, con tanto di epilogo che risuona sullo schermo quasi fosse la battuta finale che ha il compito di strappare una risata. Anche se così fosse, Bear coglie lo stesso nel segno, vale a dire divertire lo spettatore con gli strumenti tipici di una dark comedy ammantata di cinismo e politicamente scorretto, veloce, diretta e senza freni, per di più ben confezionata da un Edgerton che dimostra ancora una volta di saperci fare anche dietro la macchina da presa.

Francesco Del Grosso

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