Au secours!

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7.0 Awesome
  • voto 7

Le avventure di Max nella casa degli spettri

Il topos della casa infestata dai fantasmi e da sinistre presenze è lo spunto per Au Secours!, opera firmata nel 1924 da Abel Gance in collaborazione con l’amico Max Linder, presentata alle Giornate del Cinema Muto di Pordenone 2019 all’interno della rassegna dedicata allo slapstick europeo. Si narra che Linder avesse sfidato l’amico Gance, allora impegnato a girare alcuni dei suoi capolavori come La Roue (1923), a dare vita a un film in soli tre giorni: ecco che allora nacque Au Secours!, della durata di 24 minuti. Si tratta dell’ennesima avventura del personaggio Max, interpretato da Linder, ma Gance ne approfitta per inserirvi il proprio tocco personale e conferire originalità al tutto. Ecco che allora vi possiamo ritrovare alcune peculiarità stilistiche di Gance, come le immagini in negativo e il montaggio ad alta velocità.
Au Secours! non ebbe affatto successo alla sua uscita, il che non rende giustizia a un piccolo ma grazioso lavoro in grado di creare all’interno della propria vicenda un crescendo di tensione che porta a un finale da vivere con il fiato sospeso. Tutto inizia quando il proprietario di una casa di campagna, membro di un club di cui è socio anche il nostro Max, lancia una scommessa con in palio una consistente somma di denaro. La scommessa è la seguente: qualcuno, per vincerla, dovrà trascorrere la serata nella casa di sua proprietà, che si dice abitata da oscure presenze, fino allo scoccare della mezzanotte. Costui avrà a disposizione un campanello per chiedere eventualmente aiuto, ma, se lo suonerà prima dell’ora stabilita, avrà perso la sfida. Max si lancia entusiasta in quest’avventura, convinto di poter ottenere in maniera assai facile un bel gruzzoletto, ma le cose non andranno secondo i suoi piani.
Il finale, come dicevamo, è teso. Max si trova ancora nella casa a pochi minuti dallo scoccare della mezzanotte e riceve una chiamata dalla moglie, terrorizzata perché una figura inquietante sta entrando nella sua stanza e si sta dirigendo verso il suo letto. Max, sgomento, ascolta dall’altro capo del telefono quello che sta accadendo a casa sua e decide di suonare il campanello per chiedere aiuto per la consorte pochi istanti prima del gong stabilito per la scommessa. Il tutto si conclude in maniera ilare dato che quella che si credeva essere una brutale irruzione era in realtà uno scherzoso inganno del suo avversario per trionfare nella sfida. Prima di questa scena, in Au Secours! c’è spazio per le brillanti e visionarie trovate del duo Linder-Gance, con feroci predatori nascosti dietro le porte della casa, valletti dalla testa mozzata e ossa di scheletri giganteschi che piovono dal soffitto (e, di conseguenza, dal lato superiore dello schermo) piombando irruenti sulla scena. Ma anche per deliziosi quadretti familiari, come quello iniziale in cui Max e la moglie sono ripresi singolarmente mentre il primo suona una chitarra e la seconda rema, salvo poi venirci rivelato, una volta che l’inquadratura arretra e si sposta sul totale, che non si trovano a bordo di una barchetta nel bel mezzo di un lago, bensì nella propria stanza dove stanno mimando una similare escursione.
Come ricordano gli organizzatori delle Giornate, fu nel periodo tra la fine delle riprese e l’uscita del film che Linder conobbe la sua futura moglie Ninette Peters, fatto che avrebbe purtroppo acceso la scintilla della sua follia fino a portare all’omicidio-suicidio da lui stesso perpetrato che avrebbe concluso la sua vita e quella della donna la notte di Halloween del 1925.

Marco Michielis

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