Among Humans

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9.0 Awesome
  • VOTO 9

Indovina chYak viene a cena…

Presentato ad ÉCU – Il Festival del Cinema Indipendente Europeo, il cortometraggio della geniale Caren Whurer è un piccolo capolavoro di ironia ed accusa, neanche troppo velata, al perbenismo ipocrita di certa classe sociale. Rimanda, attualizzandolo, all’evergreen Indovina chi viene a cena (anno 1967) diretto da Stanley Kramer ed interpretato mirabilmente da Spencer Tracy, Sidney Poitier e Katharine Hepburn (che per questo ruolo vinse il premio Oscar), mixandolo in parte con la comicità del suo libero remake del 2005, Indovina chi?, diretto da Kevin Rodney Sullivan, che ribalta i ruoli dell’intolleranza.

Among Humans, con la sua irresistibile verve ironica, si rifà certamente più all’originale, interpretandolo in modo originale e assolutamente surreale. Il fidanzato da presentare in famiglia, infatti, assume le sembianze di una zebra, il cui nome è Yak (noto bue tibetano); dalla contrapposizione tra l’incredulità dei genitori e l’assoluta normalità con cui viene trattato da tutti gli altri prende vita una storia, circoscritta all’elegante ristorante, piena di ritmo e colpi di scena che divertono fino alle lacrime lasciando però un profondo spunto di riflessione.

Sono passati più di 50 anni dal capolavoro di Kramer, ma negli Stati uniti la situazione della popolazione di colore, nonostante i successi raggiunti in ogni settore, è ancora instabile,  minacciata dalla miccia di un razzismo latente che è esplosa ultimamente con l’assassinio di Minneapolis e le conseguenti proteste contro la polizia ed il movimento Black Lives Matter; risulta perciò quanto più attuale l’arguto Among Humans, che con pochi tocchi, ingegnosi ed ironici, mette in luce un annoso problema di intolleranza ben celato sotto l’ipocrisia ed il perbenismo.

Michela Aloisi

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