Home In sala Uscite della settimana A tu lado

A tu lado

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VOTO: 7,5

Prendere a pugni la vita

Dopo l’anteprima al 40° Festival del Cinema Ibero-Latino Americano di Trieste, per A tu lado di Cristiano Regina è venuto finalmente il momento di iniziare, grazie ad Articolture, il proprio cammino distributivo con un tour che lo vedrà approdare sugli schermi di una serie di sale in giro per l’Italia, a partire dal 14 aprile 2026. Un tour, questo, che permetterà al documentario del film-maker indipendente partenopeo, scritto a sei mani con Ruggero Tantulli e Nuri Duarte, di portare all’attenzione del pubblico nostrano una storia dai tratti unici che racconta a fondo e senza preconcetti la realtà di Cuba. Ed è questo il merito che va riconosciuto all’opera in questione, ossia quello di restituire, attraverso un intreccio di esistenze, un ritratto intimo e al contempo collettivo dell’Isola e della sua gente, capace di andare oltre l’ideologia e lo stereotipo.
Per farlo, gli autori scelgono come avamposto di osservazione e baricentro narrativo una palestra sociale di boxe fondata dall’ex-pugile bolognese Samuel Fabbri, situata in un barrio difficile, quello di Colón, vicino al celebre Campidoglio dell’Avana,. Da oltre vent’anni, il Gimnasio de Boxeo Centro Habana accoglie giovani atleti per toglierli dalle malfamate strade della capitale cubana per spronarli a sognare in grande, dentro e fuori dal ring. La palestra rappresenta un vero e proprio microcosmo resistente, che riflette la Cuba contemporanea, dove adolescenti come Haiffer e Adrialis si confrontano con le proprie famiglie, gli amici e gli allenatori
In A tu lado coesistono in maniera armoniosa ed equilibrata due linee narrative con relative tematiche che si intrecciano. A tenerle assieme, un filo rosso incarnato dalla figura di Fabbri, che porta con sé il peso e l’onore di una storia collettiva. In tal senso, lo sport, nella fattispecie la boxe, si fa portatrice sana di valori e strumenti di resistenza, rinascita, speranza e riscatto sociale. Da una parte c’è il discorso sulla resilienza, dall’altro quello altrettanto rilevante della mancanza di prospettive per le nuove generazioni. Tra il 2021 e il 2025, infatti, quasi un milione di cubani è emigrato negli Stati Uniti: si tratta del più grande esodo dai tempi della rivoluzione castrista, causato dal continuo inasprimento dell’embargo e dalle difficoltà socio-economiche interne. Oggi, l’Isola è letteralmente al buio, stretta tra il ricatto geopolitico di Trump e la stanchezza della popolazione locale: in questo contesto di permanente sospensione e incertezza, A tu lado cattura i sogni e i conflitti di ragazzi in bilico tra l’infanzia e l’età adulta, tra il desiderio di restare e quello di un futuro diverso, altrove.
Nel vedere la pellicola di Regina, documentarista e autore da sempre impegnato nel sociale, la mente è tornata per assonanze alla Napoli ritratta a suo tempo da Marcello Sannino in Corde e alla storia del suo protagonista Ciro, un giovane pugile del quartiere Ventaglieri, che sogna una vita normale, nonostante le responsabilità premature di cui è stato investito e le difficoltà di crescere in una zona dove violenza e degrado accompagnano la vita di tutti. La boxe diventa quindi per il ragazzo lo strumento per raggiungere il suo obiettivo. In entrambi i film, indipendentemente dalle vicende narrate e dalla rispettive geolocalizzazioni, si assiste al percorso umano di una generazione alla ricerca della propria identità in un Paese che la mette alla prova e in discussione. Se Sannino si concentra su quello di un singolo nella città partenopea che si fa specchio che riflette la situazione di molti, Regina invece si reca oltreoceano e allarga l’orizzonte drammaturgico alla gioventù cubana per raccontare la condizione di stallo e di false illusioni di una nazione intera attraverso di essa. Modus operandi diversi, ma stesse intenzioni: fare delle persone, delle nuove e vecchie generazioni, il riflesso dello stato della propria terra natia.
La macchina da presa di Regina dal canto suo, dietro la quale c’è la fotografia immersiva di Lorenzo Casadio Vannucci, palleggia tra una vita e l’altra, dentro e fuori dal ring, cogliendo sempre dalla giusta distanza fisica ed emotiva parole, stati d’animo, silenzi, confidenze ed azioni. Ciò consente all’autore di cucire un’antologia popolare dove il microcosmo del gimnasio funge da base non solo topografica o metaforica per attualizzare la riflessione sulla più utopica e resistente nazione del mondo. Ne scaturisce un documentario sincero e diretto, che con un approccio veritiero e rispettoso scava sotto la superficie generalista di tematiche universali e attuali per arrivare a cogliere tanto l’essenza quanto il punto, senza pindarici e logorroici giri di parole. Il tutto accompagnato dalle note avvolgenti della colonna sonora originale firmata da Cristina Renzetti, che include alcuni brani della popolare cantautrice guantanamera Esney Morales, che si fanno esse stesse parte di una mappatura narrativa ed emozionale.

Francesco Del Grosso

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